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Google, non rubiamo news, allearsi è possibile

Responsabile Partnerships, nessun monopolio, non servono regole

"Un'alleanza tra Google e gli editori è assolutamente possibile. Penso che la cosa fondamentale sia proseguire sulla strada del dialogo e delle partnership". A dirlo, in una conversazione con l'ANSA, è Madhav Chinnappa, il manager di Google che mantiene i rapporti con gli editori europei in una fase molto delicata. Il colosso di Mountain View è finito ripetutamente nel mirino di broadcaster e quotidiani del Vecchio Continente con l'accusa di violare il copyright ed eludere il fisco: in una parola per un comportamento al di fuori delle regole. "Non sono d'accordo sul fatto che Google non rispetti il copyright, perché attraverso Internet garantiamo una remunerazione", replica Chinnappa a margine del Festival di Giornalismo di Perugia, dove si è confrontato con le aziende italiane. Di origini indiane, un passato tra Ap e Bbc, il dirigente è ora head of news partnerships di Google. "L'ecosistema digitale è molto diverso rispetto al precedente ecosistema - sostiene -. Broadcaster ed editori hanno il completo controllo dei loro prodotti sulle nostre piattaforme attraverso semplici protocolli. Garantiamo grandi vantaggi economici con il traffico dal motore di ricerca, ma anche da YouTube e Google Play Edicola".

La guerra tra editori e Google va avanti da tempo. Alla fine dello scorso anno l'azienda aveva deciso di chiudere Google News in Spagna, dopo l'introduzione dell'obbligo di un corrispettivo per i link alle notizie sul motore di ricerca. "La scelta delle autorità spagnole ha scontentato tutti - sostiene Chinnappa -: gli utenti, ma anche la stessa associazione degli editori si è detta relativamente insoddisfatta. Servono più discussioni, più dialogo, non regole". Google rischia inoltre pesanti multe dall'Antitrust Ue per abuso di posizione dominante attraverso il motore di ricerca, oltre che il sistema Android. "Non penso affatto che ci sia un rischio di monopolio da parte di Google - afferma il manager -. Nel settore delle news i motori di ricerca hanno sicuramente un peso, ma, come dimostrano le ultime statistiche, il mondo dei social ha preso il sopravvento nell'accesso all'informazione. E' quella la direzione attuale". Insomma, lo scenario è in rapido mutamento. "Non serve una regolamentazione europea - argomenta -, penso che il mercato debba rimanere libero, perché le cose si muovono molto velocemente e fare delle leggi sul settore è praticamente impossibile. Farlo in maniera appropriata è davvero difficile. Ci sono casi, come appunto la Spagna, in cui un intervento legislativo ha avuto un effetto negativo per tutti". Chinnappa sottolinea che Google è molto attiva sul fronte delle trattative con gli editori.

"Abbiamo recentemente operato una ristrutturazione della nostra organizzazione, con la creazione di strutture focalizzate sullo sviluppo delle partnership e un team che si occupa del settore news, che ha proprio il compito di incrementare il dialogo con le aziende editrici". Tre le aree di azione. "La prima riguarda lo sviluppo dei prodotti, dando risposte alle esigenze degli editori - - spiega il dirigente -. Per esempio, alla luce del fatto che la fiducia nei mezzi di informazione è in discesa soprattutto tra le giovani generazioni, spieghiamo agli utenti quello che c'è dietro gli articoli, quali risorse sono state utilizzate, nel tentativo di valorizzare i prodotti e incrementare la fiducia. La seconda riguarda la ricerca delle abitudini degli utenti, per capire il loro reale comportamento. La terza è creare un clima per incentivare l'innovazione, che è essenziale ma molto difficile da realizzare soprattutto in grandi strutture".

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