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L'uomo sulla strada, thriller con Giovinazzo e Richelmy

Bell'esordio di Mangiasciutti in sala con Eagle da mercoledì

ROMA - La faccia intensa di Aurora Giovinazzo e quella di Lorenzo Richelmy non lasciano indifferenti in L'uomo sulla strada, thriller esistenziale già passato ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, e ora in sala dal 7 dicembre distribuito da Eagle Pictures. Tutto inizia con un dramma e finisce con un sorriso. In mezzo c'è un gran bel film, ancora più straordinario se si pensa che è un'opera prima di Gianluca Mangiasciutti che si è portata a casa, meritatamente il Premio Solinas - Storie per il cinema per il soggetto.
    Questa la storia: Irene, una bambina di otto anni assiste, unica testimone, alla morte del padre per mano di un pirata della strada. Da allora la bambina non si dà pace, si sente infatti in colpa per non riuscire a ricordare il volto dell'assassino nonostante tenti di disegnarlo continuamente. Da adolescente Irene (Giovinazzo) è ancora furiosa e ribelle per quello che le è capitato è ha un'unica mission, farsi giustizia. Abbandonata così la scuola e lo sport (è una talentosa nuotatrice), la ragazza trova lavoro nella fabbrica di proprietà di Michele (Richelmy), proprio l'uomo che ha investito il padre. Irene non lo riconosce, ma Michele ha capito benissimo chi è. Da qui inizia un inesorabile avvicinamento tra i due forse perché inconsciamente legati da una tragedia che non riescono a dimenticare e con cui devono fare i conti.
    "Volevo fare un'opera prima in cui ci fosse amore e sentimento, ma volevo anche fare un thriller atipico che potesse piacere a un ventenne come a un sessantenne. Un thriller concepito tra amore e redenzione" dice il regista.
    Spiega invece la bravissima Aurora Giovinazzo (Anni da cane, Freaks Out): "Interpreto una ragazza rabbiosa, istintiva, cocciuta e introversa, tutte cose che sono nelle mie corde. E poi c'è il rapporto con lo sport, una cosa che amo molto.
    Comunque nel mio personaggio di Irene la vendetta è certamente la cosa che fa più rumore. Una cosa inevitabile avendo visto morire il padre a otto anni".
    "Il mio personaggio - dice Lorenzo Richelmy (Il talento del Calabrone, La ragazza nella nebbia, Marco Polo) - ha un grande trauma dopo l'incidente che lo ha visto investire un uomo. Ed è bello che in questo film venga scandagliata l'altra parte, non quella delle vittime della strada, ma di chi è invece colpevole.
    Ora siamo onesti - conclude l'attore - chi non ha mai guidato la sua auto non totalmente lucido?" Senso di colpa? "Tutti si sentono in colpa per qualcosa, è normale - dice ancora l'attore - . Ma il senso di colpa non basta per la redenzione, non basta chiedere scusa. Questa è una cosa su cui si deve tenere sempre conto". 
   

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