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Corsicato, quella Perfetta illusione che ci accomuna

Il regista napoletano fuori concorso al TFF con un melò-thriller

 "Tutti pensano di avere talento, ma chi può dire se è vero o meno? Nessuno. Questo è un film sulle ambizioni portate avanti senza tener conto dell'altro, sulle ambizioni forse senza fondamento che un po' tutti abbiamo". Così Pappi Corsicato racconta all'ANSA il suo ultimo film, PERFETTA ILLUSIONE, passato oggi fuori concorso al Torino Film Festival e ispirato anche alle ILLUSIONI PERDUTE di Honoré de Balzac.
    Tra melodramma e thriller, il film racconta la storia del più classico dei triangoli. C'è Toni (Giuseppe Maggio), ragazzo semplice che lavora come assistente alla piscina in una Spa di Milano, e sua moglie Paola (Margherita Vicario), commessa in un negozio di scarpe con l'ambizione di diventarne titolare. Terzo personaggio del film, Chiara (Carolina Sala), una ragazza della Milano bene che per tutta una serie di circostanze entra con forza dirompente nella vita di Toni. Quest'ultimo, licenziato dalla Spa, inizia a lavorare con lei in una galleria d'arte nascondendolo alla moglie che non sa neppure dell'esistenza di questa donna. Per Toni, insomma, comincia una doppia vita in cui potrà consumare finalmente la sua voglia di riscatto, ovvero quella di diventare un artista, un'ambizione che ormai non vuole più nascondere. Ma qualcosa di imprevisto spariglierà le carte di questi tre personaggi.
    Il film, accompagnato da suggestive musiche di Brahms, si apre e si chiude con un uccellino ostinato alle prese con un sassolino bianco che ritiene essere una mollica di pane, evidente metafora di realtà e sogno. "Mi interessava raccontare il rapporto ambiguo che abbiamo col nostro presunto talento e anche l'ambizione che ne consegue. Tutte cose che fanno sì che per noi l'altro non esista" dice il regista che nel 1990 ha lavorato come assistente di Pedro Almodóvar durante le riprese del film Légami!. "In realtà, se si guarda bene alla storia, tutti e tre i personaggi principali sono alla fine delle vittime ed è vero che in PERFETTA ILLUSIONE c'è anche un evidente gioco di potere".
    Perché non sono stati mai mostrati i quadri dell'aspirante pittore Toni? "È cosi difficile definire cosa è bello. Ho un rapporto istintivo verso l'arte - dice ancora il regista che proprio all'arte ha dedicato tanti film tra cui uno a Julian Schnabel - , ma oggi il mercato prevale sull'estetica e così alla fine ho preferito non far vedere nulla dei quadri di Toni.
    Gli unici quadri che si vedono in PERFETTA ILLUSIONE sono autentici e hanno le firme di Schnabel, Koons, Cattelan e Clemente".
    Nel film solo musica di Brahms: "Mi piaceva creare un'atmosfera ottocentesca nonostante la contemporaneità della storia". Infine, nel futuro di Pappi Corsicato, - autore di film come IL SEME DELLA DISCORDIA e IL VOLTO DI UN'ALTRA - ancora due documentari, "uno su Jeff Koons e subito dopo un altro sul Perugino". (ANS

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