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Don't Worry Darling, il lato horror di un mondo perfetto

In sala dal 22 settembre thriller 'femminista' con Styles e Pugh

La perfezione nasconde un incubo a voler ben guardare e ci vuole coraggio per disintegrare la bolla se il mondo dorato è così confortevole. Presentato in anteprima mondiale, Fuori Concorso, a Venezia 79, arriva al cinema dal 22 settembre distribuito da Warner Bros 'DON'T WORRY DARLING', il thriller distopico 'femminista' di Olivia Wilde con Harry Styles e Florence Pugh. Al Lido per l'ex One Direction c'è stato il delirio: 28 anni, solista da hit parade, sta guadagnando film dopo film (ha cominciato con Dunkirk nel 2016) credibilità anche sul grande schermo e soprattutto ha un seguito di giovani incredibile, è una bandiera Lgbt che non ha paura di appoggiare il gender bender, ossia le generalizzazioni sul genere: mette le calze a rete, gli anelli, lo smalto.
Si punta anche su questa fanbase per l'esito al botteghino del film diretto dalla sua compagna Wilde. Nel film Jack (Styles) è un ingegnere in carriera che vive con la moglie Alice (Pugh), partecipando al progetto Victory, in un'oasi del deserto americano, un piano segreto nell'America degli anni '50 di ordine e disciplina organizzato da una sorta di messia sexy (Chris Pine): gli uomini lavorano allo "sviluppo di materiali avanzati", le mogli in perfetto stile dell'epoca, come fossero nei resort di lusso di Palm Springs, puliscono casa, cucinano e vanno a fare shopping e fitness. Un 'mondo perfetto', controllato, una bolla appunto, che nasconde ben altro.
"Il film ci dice a quale prezzo viviamo nella comfort zone, anche oggi ignoriamo cosa avviene nel mondo per permettere a noi di essere in queste bolle", ha spiegato la Wilde. Il controllo del caos, i piani di perfezione "sono fascismo, cercare di controllare l'essere umano non è mai una buona idea", ha aggiunto la regista che ritiene il film "intrattenimento, ma anche provocazione: le rotture sono fondamentali per scuotere la società". Il punto di rottura è il femminile: la protagonista Alice scopre a che prezzo stanno vivendo quel mondo perfetto e cerca di fuggire. "La voce delle donne voglio che venga ascoltata, Don't worry darling non è una parabola femminista, ma una provocazione sul ruolo che da sempre hanno le donne, voglio che il pubblico sia ispirato da questa eroina rivoluzionaria che non accetta sottomissioni e controllo, sono le supereroine di cui abbiamo bisogno oggi", ha proseguito Wilde. "Il potere, l'abuso di potere, fa parte dell'iconografia fascista, ci sono verità storiche in questo film come il progetto Manhattan - il programma di ricerca che portò alla bomba atomica - ma sono convinta che dica molto anche sull'oggi". Il thriller vede nel cast la stessa Wilde, Chris Pine, Gemma Chan. La scenografia, i costumi, la ricostruzione degli anni '50 è davvero perfetta: l'estetica del film è firmata da Arianne Phillips (C'era una volta... a Hollywood). Alice è Florence Pugh, nominata all'Oscar per Piccole donne, nel cast di Dune 2 di Denis Villeneuve sul set in Ungheria con Timothée Chalamet, Zendaya e Austin Butler.
"Racchiude tante dinamiche diverse: il controllo, la manipolazione, l'oppressione, le relazioni, le fantasie sessuali. Affronta l'interrogativo 'Come ti comporteresti se scoprissi che la vita che conduci, e che reputi perfetta, invece non lo è affatto?", ha detto Pugh che sarà protagonista anche di A Good Person con Morgan Freeman e Molly Shannon nel film diretto da Zach Braff e sarà protagonista e produttrice dell'adattamento televisivo di Zoe Kazan di East of Eden di John Steinbeck, per Netflix. Secondo indiscrezioni rimbalzate nei giorni di Venezia 79 la lavorazione non è stata indenne da problemi tra attori e regista: prima il presunto licenziamento di Shia LaBeouf, sostituito in corsa da Harry Styles (durante le riprese l'innamoramento con Wilde), poi le scene di sesso tra lei e il cantattore su cui in Usa si starebbe puntando per lanciare il film e infine l'assenza di Pugh all'incontro stampa, ma non alla serata.

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