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Torna Baymax, robot soft pronto a curare tutti

Debutta su Disney+ serie animata su personaggio di Big Hero 6

Un'indomita anziana, Kiko con dolori alla schiena e un'apparente 'paura' dell'acqua; Cass, proprietaria di un accogliente bar dove non rinuncia a lavorare neanche quando si sloga una caviglia; Sofia bimba dodicenne che entra in crisi quando le viene il primo ciclo; Mbita, ventenne timido (soprattutto di fronte al ragazzo per cui ha una 'cotta'), spaventato dai cambiamenti, che nella ipermoderna San Fransokyo porta avanti l'attività di 'cibo da strada' dei genitori e un imprendibile gatto randagio, Yachi che avrebbe bisogno di qualche coccola in più. Sono i pazienti che conosciamo in Baymax!, la serie animata che ha appena debuttato su Disney+ creata da Don Hall, nella quale diventa protagonista il candido, morbido e 'gonfiabile' robot ìguaritore' già fra i personaggi centrali del film animato premio Oscar Big Hero 6 (2014), diretto da Hall insieme a Chris Williams e tratto dall'omonima serie Marvel.
    Un ritorno per l'innocente Baymax, a colpi di humour, ironia e delicati sguardi a temi seri (dal lutto alla ricerca dell'identità) in sei mini episodi di circa 8 minuti ciascuno, nei quali compare anche il 'creatore' e migliore amico del robot, l'adolescente Hiro.
    "Per me la Disney è al suo meglio, quando riesce a unire cuore e umorismo - spiega nella conferenza stampa internazionale in streaming Roy Conli, già coproduttore di Big Hero 6 e qui della serie insieme a Bradford Simonsen - Poi sono fiero che ogni episodio sia dedicato al personale sanitario, che soprattutto nell'ultimo periodo ha dimostrato di essere composto da veri eroi".
    Rispetto al film, dove erano più protagonisti i supereroi, "volevo una prospettiva diversa per la serie, e ho pensato a quei telefilm che vedevo in tv da bambino, dove erano protagonisti medici compassionevoli che in ogni episodio si prendevano cura di un paziente - racconta Don Hall -. Abbiamo pensato sarebbe stato molto divertente inserire Baymax in questo contesto, con il robot che in ogni puntata cerca di aiutare qualcuno. Un supereroe più ancorato alla realtà, nella maniera in cui sono veri supereroi i componenti del personale sanitario".
    Nella serie lo humour nasce dai modi anticonvenzionali, goffi, ma alla fine efficaci applicati da Baymax per aiutare i suoi pazienti (spesso poco entusiasti, all'inizio, delle cure del robot): dal favorire ogni contatto con l'acqua per la riottosa Kiko (che nasconde un dolore), al lanciarsi in un inseguimento in stile action del 'paziente' Mbita che ha sviluppato un'inaspettata intolleranza alimentare, passando per citazioni di classici dei cartoon come Tom & Jerry, nei complicati incontri di Baymax con Hachi, un gatto che ha inghiottito un auricolare bluetooth.
    Un ruolo centrale nella storia ce l'ha anche l'avveniristica San Fransokyo: "E' una specie di luogo mitologico ma anche un posto molto reale - aggiunge Conli -. Volevamo fosse l'ambientazione ideale per far arrivare ai bambini il messaggio che per essere veri eroi basta uscire e cercare di aiutare gli altri". Non possiamo "essere tutti come Baymax, che è programmato per aiutare chi ne abbia bisogno - spiega Scott Adsit, doppiatore in originale del robot -. Ma anche noi possiamo essere abbastanza consapevoli da trovare quei momenti in cui sappiamo di poter fare buon uso delle nostre abilità o della nostra empatia. Guardare le avventure di Baymax può forse aiutarci ad essere un po' di più simile a lui" 
   

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