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Tff: dopo 'Bangla' arriva la serie in otto puntate

Bhuiyan, che bello poter approfondire i personaggi

Continuano le avventure del pluripremiato BANGLA, ma questa volta in una serie tv, BANGLA - LA SERIE che approderà prossimamente su RayPlay ed è stata presentata oggi - solo due episodi degli otto previsti della durata di trenta minuti - in anteprima fuori concorso al Torino Film festival. Prodotti da Fandango in collaborazione con Rai Fiction e firmati da Emanuele Scaringi e Phaim Bhuiyan, vedono quest'ultimo, protagonista già del film del 2019, tornare sui suoi passi in questa versione seriale. Già definito 'l'ecce bombo' di Tor Pignattara, Phaim Bhuiyan continua a raccontare, con grande ironia e spirito, e con due anni di più la sua storia di italiano di origine bengalese alle prese con una difficile integrazione. Qual è il problema di questo ragazzo, nato in un'Italia senza Ius Soli, e diventato così italiano a soli diciotto anni? Tra i suoi problemi sicuramente c'è quello delle ragazze. Come fa un islamico a corteggiare una ragazza italiana quando questa è tabù per la sua stessa famiglia e cultura? E poi come questo ragazzo può vivere la sua identità a cavallo tra due mondi, l'Islam e Torpignattara, quartiere romano abitato da tanti immigrati, ma anche da hypster e vecchietti? Intanto, come si vede nel film, una ragazza l'ha trovata in Asia (Carlotta Antonelli) ed è subito amore. Ma il ragazzo, che viene da una famiglia islamica osservante, madre tradizionalista, padre nostalgico e sorella petulante, ha più di un problema nel gestire questa ragazza italiana. Uno su tutti: restare casto fino al matrimonio. Caduta l'ipotesi di trasferirsi a Londra (qui finiva il film è inizia invece la serie) la sua famiglia deve affrontare non solo una difficile e provvisoria convivenza con un'altra famiglia islamica e anche un importante pranzo, quello con i genitori molto italiani ed emancipati di Asia. Cosa offre la serie rispetto al film? "Certamente più punti di vista - dice Phaim -. Mostra, ad esempio, come i miei genitori continuano a far fatica ad approcciarsi alla comunità italiana mentre noi ragazzi, andando a scuola, ci siamo più integrati essendo un po' il ponte tra le due culture. E mostra anche come funziona il ramadan nella religione islamica". Tra le novità nella serie un personaggio tutto nuovo, una cugina di Bangla "che permette di raccontare meglio anche l'integrazione da un punto di vista femminile". La serie aggiunge dà anche "l'opportunità di dar voce alle seconde generazioni, ragazzi che si sentono un punto interrogativo piuttosto che parte di un gruppo. Siamo in una fase di transizione, perché in Italia ancora è una novità: ci sono paesi come Inghilterra e America già molto più inclusivi, qui siamo in piena evoluzione". E ancora Bhuiyan non dimentica le famiglie "che si sono sacrificate per noi e hanno avuto molte più difficoltà, anche nell'approccio linguistico e un'integrazione più ostica. Noi abbiamo la fortuna di avere due punti di vista diversi, i nostri genitori e gli italiani, cosicché possiamo capire perché ancora ci siano conflitti tra i popoli. BANGLA - LA SERIE comunque vuole essere uno spaccato della realtà, con un obiettivo: non dare un messaggio, ma fornire casomai spunti di discussione".

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