Cultura

Chastain e Garfield, telepredicatori da Oscar

A Toronto debutta The Eyes of Tammy Faye di Showalter

Grandi sorrisi, vestiti e trucco appariscente (il suo 'marchio di fabbrica' erano le immancabili ciglia finte), parrucche vistose, un'ingenuità ostentata in una personalità fragile (ha combattuto contro la dipendenza da psicofarmaci), ma anche coraggio e generosità. E' la carismatica e a suo modo iconica telepredicatrice Tammy Faye Bakker, scomparsa nel 2007 per un tumore, alla quale dà volto Jessica Chastain (anche coproduttrice e anima del progetto) in The Eyes of Tammy Faye di Michael Showalter, al debutto in prima mondiale al Toronto International Film Festival e poi in sala con Disney.

Il film, basato sull'omonimo documentario del 2000 firmato da Fenton Bailey e Randy Barbato, ripercorre circa un quarantennio nella vita di Tammy Faye e dell'ambizioso e ben più lucido marito Jim Bakker (Andrew Garfield) capaci nella loro 'carriera da telepredicatori' di diventare vere e proprie star del piccolo schermo e di costruire a colpi di donazioni un impero economico (erigendo fra gli altri anche un hotel extralusso e un parco di divertimenti a tema cristiano) e mediatico. Il racconto segue i Bakker dalla brillante costruzione del trionfo, tra finta serenità di coppia e ombre sempre più marcate, al totale crollo causato dalle frodi, gli scandali sessuali e finanziari di cui si è reso responsabile Jim Bakker (condannato inizialmente a 45 anni di prigione, poi ridotti a otto). Tammy Faye si è sempre detta all'oscuro dei crimini, difendendo a lungo anche l'innocenza del marito, dal quale ha divorziato dopo la condanna. Un tour de force attoriale che secondo i critici potrebbe portare sia Jessica Chastain (trasformata fisicamente grazie anche a un impressionante lavoro dei make-up artists) sia Andrew Garfield di nuovo in corsa per l'Oscar.

L'attrice in particolare rende appieno la complessità di Tammy Faye, dai dubbi su quanto sapesse e quanto non volesse sapere delle malefatte e i segreti del marito alle scelte forti come offrire sostegno e aiuto ai malati di Aids, attirandosi le critiche di molti leader nella comunità cristiano evangelica Usa, fra i quali il potente Jerry Falwell (Vincent D'Onofrio). "Ho visto il documentario su di lei dieci anni fa in tv, mentre stavo facendo il giro di promozione per Zero dark Thirty e Tammy Faye mi ha profondamente colpito, era una donna colma di compassione e amore. Ero sconvolta da quanto poco sapessi di lei, al di là dei drammi, lo scandalo e il sensazionalismo mediatico - ha spiegato Jessica Chastain a Toronto nel Q&a con il pubblico dopo la proiezione ufficiale -. Ho sentito di dover raccontare la sua vera storia, perché trovo che sia stata trattata molto ingiustamente. Volevo che una nuova generazione potesse conoscerla per come realmente era".

A chi chiede all'attrice cosa chiederebbe a Tammy Faye se ne avesse la possibilità, Jessica Chastain risponde: "Forse il perché sia rimasta così a lungo in quella relazione. Mi piacerebbe sapere perché non abbia creduto prima un po' di più in se stessa, in modo da decidere di andare avanti e farcela da sola. Mi sarebbe piaciuto essere sua amica per motivarla e aiutarla a non sentire così tanto il bisogno di approvazione da un gruppo di persone". 

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