Cultura

Cumberbatch premiato a Toronto, arte è una terapia

Star in film su artista Louis Wain e dramma di Campion

E' doppia la chance di Benedict Cumberbatch di tornare nel 2022 in corsa per l'Oscar: oltre al personaggio implacabile e represso in The power of The Dog di Jane Campion, che alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ha appena vinto il Leone d'argento per la regia, l'attore sta conquistando i critici anche con la sua performance in The Electrical life of Louis Wain di Will Sharpe, ritratto del bizzarro artista inglese, famoso per i suoi disegni di gatti, a volte antropomorfi e quasi psichedelici, morto nel 1939, dopo una vita travagliata e l'insorgere di disturbi mentali, poi diagnosticati da alcuni studiosi come schizofrenia. Entrambi i film sono al Toronto Film Festival, dove l'attore britannico riceverà nella giornata conclusiva uno dei TIFF Tribute Actor Award (l'altro va a Jessica Chastain) . Louis Wain "ha fatto affidamento sulla sua arte come terapia, un elemento nel quale mi sono ritrovato" spiega Cumberbatch in un incontro in streaming organizzato dal festival. L' arte "è un'ancora, un rifugio, una salvezza e un'ispirazione - sottolinea - la vivo come un'esperienza trasformativa, sia come spettatore che come performer". Tuttavia a volte "è anche necessario staccartene per un periodo, tornare alla tua realtà e verità". Il film di Sharpe non sposa l'ipotesi che la visionarietà dell'arte di Louis Wain (tornata molto popolare negli anni '60) fosse strettamente legata alla gravità dei suoi problemi mentali: "In realtà la schizofrenia che gli è stata diagnosticata in seguito, rende molto difficile lavorare. C'erano altre influenze sulla sua arte, dai genitori che creavano immagini sui tessuti all'incontro fondamentale con Emily (interpretata da Claire Foy), la donna che gli fa vivere l'amore e cambia la sua esistenza, introducendo anche l'elemento dei gatti nella sua vita. Un legame meraviglioso e tragicamente molto breve (la donna morì tre anno dopo il matrimonio per un tumore, ndr)". Quasi agli antipodi da Louis Wain c'è per Cumberbatch il personaggio cupo e rabbioso di Philip Burbank nel western psicologico The Power of the Dog di Jane Campion. La regista non dirigeva un film da 12 anni: "Jane, con la sua delicatezza, il suo sguardo, il suo modo di essere diretta, è la regista perfetta per esaminare la mascolinità tossica e un comportamento pieno di ombre come quello di Phil. Io non l'ho mai visto come un cattivo assoluto, è mosso da alcune sue motivazioni. La sua mascolinità tossica è figlia della repressione, della manipolazione, non gli è stato permesso di costruire uno spazio per confrontarsi con la propria sessualità. Odia tutti ancora prima di diventare oggetto dell'odio degli altri. Ho amato interpretarlo come ho amato interpretare Louis ma per ragioni del tutto diverse". Fra i temi del dialogo anche il suo primo grande successo, con la serie Sherlock (in onda dal 2010 al 2017), adattamento contemporaneo del classico di Conan Doyle: "C'erano persone che ci aspettavano al varco, molto scettiche sul progetto, ma sentivo che se fosse stato accolto dal pubblico con la stessa passione che avevamo messo noi nel realizzarlo, sarebbe cambiato tutto per me". Il trionfo è stato immediato: "il telefono ha iniziato a esplodere già durante la prima puntata, con le reazioni sui social network... è allora che ho scoperto twitter".

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