Cultura

Encounter, un padre marine contro gli 'alieni'

A Toronto Film Festival thriller psicologico con Ahmed e Spencer

ROMA - Una minaccia aliena, che si diffonde attraverso insetti malefici capaci di trasformare gli uomini in strumenti degli invasori. Un pericolo dal quale Malik (Riz Ahmed), ex marine decorato, tra i pochissimi in grado di distinguere fra veri umani e 'alieni', amici e nemici, decide di difendere ad ogni costo i figli ancora piccoli, Jay (Lucian-River Chauhan) e Bobby ( Aditya Geddada). E' la realtà distopica presentata all'inizio di Encounter di Michael Pearce, che dopo il debutto a Telluride è tra le Presentazioni Speciali al Toronto Film Festival, in attesa dell'arrivo il 10 dicembre su Amazon Prime Video (con un'uscita negli Usa anche in alcune sale selezionate dal 3 dicembre).

La storia, che attinge a molti generi, dal thriller psicologico al dramma famigliare, ha come maggiore punto di forza gli interpreti, oltre ad Ahmed (in un altro intenso ruolo di 'escluso' dopo quello di Sound of metal), i due straordinari bambini protagonisti e Octavia Spencer nella parte dell'agente di sorveglianza incaricata del caso di Malik. "Neanch'io sapevo dove sarebbe arrivato il personaggio - spiega Ahmed nella Q&A online con il direttore del Toronto Film Festival Cameron Bailey -. Michael aveva le idee chiare, ma sul set la storia è ulteriormente cresciuta, abbiamo giocato e improvvisato molto. Michael ha dato poi forma a tutto nel montaggio. Ci siamo sentiti molto sicuri nelle sue mani". Confermano i due bambini: "Tra noi la confidenza è cresciuta facendo tutti i tipi di giochi, soprattutto quelli che si possono fare in un'auto - racconta Aditya Geddada -. E durante le riprese mia madre mi ha anche dato per la prima volta il permesso di mangiare dolci la sera... è stato fantastico". Pearce, che aveva debuttato al Toronto Film Festival con Beast nel 2017, pensa che il piacere maggiore nel vedere Encounter sia scoprire la trama "scena per scena, esserne sorpresi, per questo meno si rivela meglio è". Nella storia Malik è convinto di essere l'unico in grado di difendere i figli, che vivono lontano da lui da quando il suo matrimonio è finito. Decide così di portarli via alla madre e inizia con loro un lungo viaggio verso una 'base sicura'. Un percorso in cui è sempre più difficile per lui e i bambini capire quale sia la realtà.

Il film, affrontando temi come l'alienazione, l'isolamento e gli effetti che può avere un trauma profondo, risulta particolarmente attuale in tempi di coronavirus: "Abbiamo girato tra settembre e ottobre, e avevo la sensazione di essere sull'orlo di un'apocalisse. C'era la pandemia che stava provocando sempre più contagi in California, la tensione per le elezioni, gli incendi nelle foreste intorno a noi. Ero certo che il pubblico avrebbe letto molto di quello che stiamo vivendo in Encounter". Per Ahmed a garantire il realismo sono stati proprio Aditya Geddada e Lucian-River Chauha: "Sono così divertenti e brillanti. Interpretare Encounter con loro è stata come una masterclass. Non avevano mai recitato prima, in loro c'è un'onestà assoluta. Sono stati il nostro barometro della verità".

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