Cultura

Simona Ventura, a Venezia con docu su Bergamo e la speranza

"Poi su Rai2 la domenica con la mia amica Paola Perego"

"Essere scelti per una mostra cosi blasonata rappresenta un sogno che si realizza: è la dimostrazione di un grande lavoro di squadra fatto in tempi record, un motivo di orgoglio. Ho scelto di fare la mia prima regia perché avevo voglia di raccontare il mio punto di vista su un fatto che ha segnato profondamente le nostre vite". Alla Mostra del Cinema di Venezia sarà nelle proiezioni speciali 'Le 7 giornate di Bergamo', il docufilm diretto da Simona Ventura dedicato alla costruzione lampo dell'ospedale alla Fiera di Bergamo per combattere il Covid grazie alla forza di volontà di un gruppo di individui che uniti hanno realizzato qualcosa di grandioso, salvando 700 persone. L'ennesima trasformazione di una professionista che non ha mai avuto paura di lanciarsi in mondi apparentemente lontanissimi da lei. Un momento di ritrovata grazia per 'Supersimo': dopo il battesimo veneziano sarà al timone, a partire da settembre, del nuovo programma domenicale di Rai2 - andrà in onda dalle 11 alle 13 - con l'amica Paola Perego, Citofonare Rai2: "Partirà a fine settembre la domenica: mica pensavate davvero che mi fossi ritirata", ironizza la conduttrice in una conversazione con l'ANSA. Tornando a 'Le 7 giornate di Bergamo', di cosa parla e come è nato questo progetto? "Quando facevo la giornalista sportiva - risponde Simona Ventura - tanti anni fa mi montavo sempre i pezzi da sola, soprattutto a Telemontecarlo. Confesso, ho sempre amato il racconto per immagini più che attraverso le parole. Sembra un controsenso, visto che poi ho fatto altro tanti anni di conduzione. Così, quando mi è stata fatta questa proposta, ho detto: vediamo se sono ancora in grado, e ho ripreso in mano la regia. E invece evidentemente era rimasta silente, però era ancora lì". "Le riprese sono state fatte nel 2020 e le abbiamo accorpate con altre del 2021", precisa. Il docufilm, spiega ancora, è girato in presa diretta nelle settimane calde del primo lockdown e racconta la costruzione dell'ospedale alla Fiera di Bergamo in appena 7 giorni, sulla spinta dell'immane forza, volontà e disperazione di un gruppo di Alpini guidati da Sergio Rizzini e coadiuvati da artigiani, imprenditori e tifosi dell'Atalanta. "Persone, se ci pensiamo, incredibili, e diversissime tra di loro, ma unite da un senso comune di fare del bene: forse non avevano idea all'inizio di quello che stavano facendo. Perché il messaggio è questo: se ci uniamo, nulla può fermarci. E' un messaggio importante, oggi più che mai, proprio adesso che guardiamo alla ripartenza, alla speranza, dobbiamo essere uniti, non divisi da tifoserie, dico in senso lato, perché abbiamo dato, abbiamo pianto, siamo stati in ginocchio, abbiamo perso, è arrivato il momento di guardare in avanti". Un documentario che, Ventura tiene a sottolineare, non sarebbe riuscita a realizzare "senza l'appoggio di Luigi e Ambrogio Crespi, di Giacomo Pellegrinelli". Ringrazia anche il suo compagno Gianni Terzi, "mi ha sempre sostenuta, è un uomo positivo". Entrambi avete avuto il covid? "Sì, non solo noi, anche altri membri della nostra cerchia familiare, come mia figlia piccola e uno dei figli Gianni. Io ero asintomatica. Abbiamo superato tutto" Lei è vaccinata? "Mi vaccino il primo settembre per via degli anticorpi che ho ancora, avendo contratto il virus. Ma sto attentissima: faccio i tamponi a go go, non dimentichiamo che c'è la variante delta. Tutti devono vaccinarsi, per se stessi e per gli altri, non possiamo essere veicoli di contagio. L'importante a mio parere è anche essere presenti sul territorio per l'assistenza in casa per chi si ammala di questa pandemia, tante persone restano isolate, hanno difficoltà, non sanno a chi rivolgersi, cerchiamo di fare ancora uno sforzo in più". A settembre Ventura tornerà in tv in un nuovo programma mattutino che condurrà insieme a Paola Perego: "Ci sentiamo spesso, stiamo preparando scalette e quello che c'è da fare. Paola è un'amica autentica, ma anche una brava professionista, stiamo mettendo su una cosa divertente. In quella fascia, dalle 11:00 alle 13:00, speriamo di poter essere d'aiuto alle persone che sono a casa. Per alcune la tv è conforto, compagnia, comunicazione con il resto del mondo, per altre un momento di relax".
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA




        Modifica consenso Cookie