Cultura

Cannes: il Moretti day, con il suo nuovo film 'Tre Piani'

Sean Penn, "sul Covid Trump osceno". Deneuve, "sono guarita"

Ovazione per Nanni Moretti, 11 minuti di applausi, grandissimo calore al termine poco fa della premiere di Tre Piani, il film con cui è tornato stasera in corso per la Palma d'oro. Tutta la sala in piedi ad applaudire con calore e Moretti ha voluto ringraziare il cast e tutti i suoi collaboratori. Aveva accanto la sua 'attrice feticcio' Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini e tutti gli altri oltre ai produttori Domenico Procacci di Fandango e Paolo Del Brocco di RAI Cinema.

Il giorno di Nanni Moretti con Tre Piani in gara per la Palma d'oro ma anche di Sean Penn, di Catherine Deneuve alla prima uscita pubblica dopo l'ictus che l'aveva colpita. E' la sesta giornata del festival di Cannes e mentre il tema contagi, cluster, preoccupazioni assembramento - con il weekend la Croisette è overbooking di turisti e curiosi - resta argomento di conversazione ma senza ulteriori dati ufficiali, gli italiani pensano alla finale di Wimbledon con Berrettini e a quella degli Europei a Wembley con l'Inghilterra. Moretti sottolinea la data storica con ironia e intelligenza: "4 anni fa già sapevo che domenica 11 luglio l'Italia si sarebbe battuta su Tre Piani: in ordine di tempo quello tennistico, cinematografico e quello calcistico". Sulle note di Allegria scritta da Jovanotti per Gianni Morandi ha fatto la Montee des Marches con il suo cast Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Elena Lietti e Adriano Giannini. Durante il tappeto rosso due invitate hanno tirato fuori la bandiera dell'Italia. All'ingresso in sala un'ovazione per il regista. Tre Piani, in sala dal 23 settembre con 01, è il suo primo film da un soggetto non suo. "Quando ho letto il romanzo dello scrittore israeliano Eskhol Nevo (Neri Pozza) ho capito subito che sarebbe stato il mio nuovo lavoro perché contiene temi universali che mi interessano moltissimo: la responsabilità delle nostre scelte, il senso di giustizia, la colpa e anche la responsabilità di essere genitori". Il film ambientato a Roma (nel libro è Tel Aviv) racconta le vicende di tre famiglie dentro un condominio borghese a Prati, rappresentazione dei tre livelli dell'anima secondo Freud - l'es ossia gli impulsi, l'io che cerca la mediazione, il Super Io dominato dalla morale delle regole. Ecco così prendere vita la storia di Lucio (Riccardo Scamarcio), un padre che diventa ossessionato dal presunto abuso subito dalla figlia di 7 anni dal vicino di casa cui era stata affidata salvo poi non avere remore di fare l'amore con la nipote dell'uomo innamorata di lui; la storia di Giovanna (Alba Rohrwacher), la 'vedova' visto che il marito (Adriano Giannini) è sempre fuori per lavoro, mamma di due figli piccoli che cresce in solitudine sentendo incombere la pazzia che già ha colpito sua madre; e la storia di due giudici (Nanni Moretti e Margherita Buy) alle prese con il figlio Andrea, cresciuto severamente e sempre inadeguato rispetto alle aspettative paterne. Le donne ne escono decisamente meglio "sono più aperte, più sane nelle reazioni ai fatti che accadono, più pronte a risolvere, a mediare, gli uomini invece - ha spiegato Moretti - rimangono incistati, nelle loro rigidità, ossessioni, schematismi, inchiodati ai loro ruoli all'interno della famiglia. E poi le giovani generazioni, diverse dai padri per fortuna". Un film triste? "No, doloroso, ma anche un inno alla vita, all'umanità e alla pietà". E sui suoi attori ha svelato di aver fatto più provini a tutti, tranne a Margherita Buy: "è il nostro quarto film di seguito insieme, per me è la nostra Meryl Streep, può fare tutto e al meglio". Tre Piani è rimasto congelato per oltre un anno, in attesa di Cannes e della sala. "Ho detto al mio produttore Domenico Procacci: non voglio sapere quanto offre Netflix per programmare il mio film sulla piattaforma scavalcando la sala. Non sono per la sala cinematografica per un fatto nostalgico, io amo i film al cinema ancora prima che come regista, produttore, attore, esercente, come spettatore". Sean Penn, in concorso con Flag Day che ha diretto e interpretato insieme alla figlia Dylan, ha riportato tutti all'attualità del Covid. Ha espresso parole forti sulla gestione della crisi sanitaria da parte dell'amministrazione Trump finite un minuto dopo su tutti i siti americani. Con la sua non profit CORE, Community Organised Relief Effort , Sean Penn per tutto un anno si è dato da fare a Los Angeles e non solo portando ogni genere di aiuto e contribuendo a test e vaccinazioni. "Siamo stati - non solo come paese, ma come mondo - delusi e apertamente trascurati, disinformati da Trump, è stata un'amministrazione oscena, la sua politica sul Covid sembrava fatta apposta contro le comunità disagiate", ha detto Penn dell'ex presidente e della sua task force sulla pandemia. "Con la nuova presidenza Biden le cose sembrano migliorare, come il sole che sorge, siamo in una fase di transizione", ha aggiunto. "Non c'è stato alcuno sforzo di integrità da parte del governo federale fino a quando l'amministrazione Trump non se ne è andata", ha spiegato con passione Penn che è un'attivista di lunga data, sin dagli anni del terremoto di Haiti e l'uragano Katrina. Catherine Deneuve ha fatto la sua prima apparizione pubblica dopo la malattia che l'aveva colpita improvvisamente sul set di De Sont Vivant della regista francese Emmanuelle Bercot. E proprio per questo film, fuori concorso, si è riaffacciata: un toccante racconto di un fine vita come già il Tout s'est bien passè di Francois Ozon. Racconta la storia di un uomo (Benoit Magimel) condannato dal cancro che, dopo una fase di negazione, accetta la morte, in un calvario accompagnato dalla madre (Deneuve). "Sto bene e sono felice di essere a Cannes!", ha detto l'attrice 77enne. "Con questa cosa terribile che è successa, la situazione ha assunto una dimensione e una forza che mi hanno fatto vedere le cose in modo molto, molto diverso...", ha spiegato Deneuve.

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