Cultura

Tilda Swinton, Pasolini poeta politico senza tempo

Attrice premio Oscar al Mattatoio con Embodying Pasolini

(ANSA) - ROMA, 24 GIU -"Quando qualche studente oggi mi dice di non conoscere Pier Paolo Pasolini, io rispondo: siete fortunati, perché potete vederlo per la prima volta e andare a esplorarlo. E' in assoluto l'artista che mi ha ispirato di più nella vita". Non lesina dichiarazioni d'amore Tilda Swinton nei confronti di quel ragazzo che, ormai più di mezzo secolo fa, segnò per sempre la vita culturale, il cinema e la letteratura italiana e di cui il prossimo anno ricorrono i 100 anni della nascita. Dai grandi successi di Hollywood a Roma, pelle bianchissima e occhi cerulei, l'attrice premio Oscar è approdata negli spazi dell'ex Mattatoio per rendergli il suo personale omaggio con "Embodying Pasolini", performance curata dallo storico della moda, ex direttore del Museo Galliera di Parigi e fashion curator di fama mondiale Olivier Saillard, in anteprima assoluta domani per il cartellone di Romaison (in streaming fino al 27 giugno su www.romaison.it ). Cuore della performance, gli abiti che Danilo Donati realizzò per i film di Pasolini e che ora la Swinton, semplice kimono bianco indosso, quasi una seconda pelle, estrae da un grande scatolone e pezzo dopo pezzo indossa, in un gesto che è molto più significante: è un incarnare su di se' ciò che tutte quelle creazioni raccontano, rappresentano, evocano, da pellicole come Il vangelo secondo Matteo, Uccellacci uccellini, Edipo re, Porcile, ma anche Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore dei Mille e una notte, fino a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Una drammaturgia "svuotata" dai corpi degli attori, che prova a ricolmare prestando il suo corpo, i pensieri, il vissuto, in un racconto "altro" in cui, dice Saillard, "la base sono le spalle e la cimasa è di carne". "La ragione per cui siamo qui oggi è Roma - dice lei, dopo una settimana in giro per i monumenti - Roma è la citta mai finita. Siamo in uno spazio senza un tempo ben preciso". E proprio qui, racconta, scoprì Pasolini, nel 1986, girando il suo primo film, Caravaggio di Derek Jarman. "Derek era ispirato da Pasolini, come gran parte degli artisti intelligenti. Mi ha fatto conoscere Il vangelo secondo Matteo, poi siamo venuti qui per vedere i dipinti di Caravaggio e registrare alcuni audio. E Pasolini a Roma è ovunque. Da allora è stato alla base di tutta la mia carriera". Perché proprio lui? "È un poeta politico senza tempo e per questo moderno. Anzi, è l'archetipo dell'artista moderno - spiega - E' un artista sociale, il cui tema fondamentale è la dignità dell'essere umano. Credo sia molto importante che le nuove generazioni lo conoscano. Nei suoi film non c'è gender, ma fluidità. Le persone mangiano, fanno sesso, vivono. Pasolini cerca eternamente l'armonia tra la solitudine, la dignità dell'essere umano e la società. Per me è un grande onore lavorare su qualunque cosa lo riguardi. Lui è - sorride - supersonico e intergalattico". "Pasolini - le fa eco Saillard - incarna quel cammino di solitudine, tipico dell'artista e dell'arte e che probabilmente dovrebbe essere anche la nostra ispirazione per il futuro". La performance, ricorda, è un omaggio a lui ma anche al due volte premio Oscar "Danilo Donati che ha disegnato per lui costumi straordinari", realizzati dalle sartorie Farani e con i cappelli del Laboratorio Peroni. Una sperimentazione estrema e raffinata attraverso l'uso di materiali come la lana, il cotone, le fibre naturali, tra citazioni pittoriche e tripudi di velluti e frange o forme a "cartuccera" come per i soldati di Porcile. Con "Embodying Pasolini", aggiunge la vicepresidente di Palaexpo, Clara Tosi Pamphili, "l'archivio diventa opera d'arte, in una visione di Roma per un'arte contemporanea, legata all'artigianato e alla tradizione, ma che guarda all'avamposto". "Questa è una delle strade su cui Roma deve camminare: arte, cinema, moda, per riprendere il suo ruolo - dice la sindaca Virginia Raggi - E per il 2022, siamo già pronti a celebrare il centenario di Pasolini con eventi e mostre a Palazzo delle Esposizioni, al Maxxi, alle Gallerie nazionali Barberini e Corsini e poi in tutta la città". 

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