Cultura

Béart, la mia Margaux 50enne bella addormentata

'L'Etreinte' di Ludovic Bergery a Rendez-Vous

Si capisce subito che Margaux (Emmanuelle Béart) non è una donna qualsiasi, ha cultura e sensibilità e questo peggiora la sua solitudine di cinquantenne da poco vedova. Da qui la ricerca di un ritorno alla vita attraverso i sentimenti o il solo sesso per uscire dall'inverno in cui si trova relegata. Questo, in sintesi, L'ETREINTE, opera prima di Ludovic Bergery, già al 12° Festival di Les Arcs e ora presentata a Rendez-Vous, tradizionale incontro romano tra produzioni francesi e pubblico italiano.

"Margaux è una donna che si ritrova libera, senza famiglia, senza figli, in piena solitudine. Ma lei è una donna coraggiosa, non diventa vittima di questa solitudine, è come una bella addormentata che ha il coraggio di ritrovare le energie vitali per tornare a vivere" dice a Roma la Béart. Che fa la Margaux di L'ETREINTE? Riprende gli studi di tedesco in un'università di provincia, dove si è trasferita la sorellastra, e fa amicizia, nonostante l'età, con un gruppo di studenti tra cui Karl (Nelson Delapalme), Lise (Marie Zabukovec), Harold (Sandor Funtek), Wilfried (Arthur Verret) e soprattutto Aurélien (Vincent Dedienne), l'unico a raccogliere le sue più intime confidenze. Margaux proverà poi, tra mille goffaggini e vergogna per un corpo non più giovane, a risorgere avendo prima un'avventura con un insegnante (Tibo Vandenborre), poi attraverso una app di appuntamenti per gli amanti del solo sesso dove incontra Yannick Choirat a cui si lega anche affettivamente. L'innamoramento? "A dieci anni o cinquanta l'amore è sempre lo stesso - spiega l'attrice classe 1963 - . Certo una donna a cinquant'anni viene guardata in un altro modo rispetto a un uomo. Ma nel caso di Margaux è più facile amare che essere amata, come si vede puntualmente nel film".

Momenti difficili della sua carriera? "Non ho avuto problemi particolari forse perché non ho mai accettato di avere una sola immagine e ho invece sempre preferito fare ruoli differenti. Comunque non ho nostalgia del passato, né dei ruoli che ho già fatto. E poi - sottolinea l'attrice che ha avuto due mariti, tra cui Daniel Auteil, e tre figli - ho avuto una vita privata davvero ricca". Verso il cinema italiano mostra vero entusiasmo: "Pasolini è per me come un Dio. Adoro poi Nanni Moretti, specialmente il suo Palombella rossa. Quando ho visto poi da bambina con mio padre 'Incompreso' di Comencini ho pianto per lo choc". Donne anziane e cinema? "È vero che l'industria cinematografica è dominata da uomini, ma io non ho mai sofferto troppo per questo. È anche vero che è molto più difficile invecchiare da attrice donna e che ci sono più ruoli per una donna giovane. Certo sarebbe bello vivere in un luogo in cui le donne lavorano a tutte le età". Da sempre impegnata nel sociale, l'attrice ha annunciato oggi che sta girando un documentario "su quelle persone che vivono in abitazioni non agibili o con precarietà energetica. Sono milioni che vivono così e io ho già intervistato molte famiglie in queste condizioni".

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