Ricorso Weinstein contro sentenza, chiede nuovo processo

E' stato condannato nel 2020 a 23 anni di carcere

L'ex re di Hollywood Harvey Weinstein presenta ricorso contro la sua condanna a 23 anni di carcere e chiede un nuovo processo.
Nelle 166 pagine di appello depositate i legali di Harvey Weinstein lamentano che al loro assistito non è stato assicurato un "giusto processo" e criticano duramente il giudice James Burke per aver consentito la testimonianza di quattro donne le cui accuse non sono risultate in un'incriminazione penale: sono state sentite "solo per mostrare Weinstein come abominevole", si legge nella documentazione.
Burke - secondo la difesa dell'ex produttore - è inoltre 'colpevole' di non aver permesso a Weinstein di chiamare sul banco dei testimoni un detective della polizia di New York che era stato coinvolto direttamente nell'indagine e aveva avuto modo di sentire un donna che aveva probabilmente mentito sull'essere stata molestata dall'ex boss della Miramax. L'elenco delle critiche a Burke è lungo e include il fatto che non avrebbe dovuto consentire alla giuria di deliberare sullo stupro di terzo grado in merito a un incidente del 2013. Alle accuse l'ufficio del procuratore di Manhattan replica con una stringata nota: "Risponderemo in tribunale".
Weinstein è stato condannato nel febbraio 2020 per atto sessuale criminale di primo grado e stupro di terzo grado: in totale 23 anni di carcere di cui 20 per l'aggressione contro Miriam Hailey, ex assistente di produzione di "Project Runway", e altri tre per lo stupro di terzo grado (un rapporto sessuale non consensuale) di Jessica Mann. I giurati lo hanno assolto da due più gravi accuse di "violenza sessuale predatoria", secondo le quali aveva violentato anche l'attrice Annabella Sciorra all'inizio degli anni '90.
La sua sentenza è stata l'epilogo del caso scoppiato nel 2017 quando il New York Times e il New Yorker lo avevano portato alla ribalta, scoperchiando uno scandalo apparentemente di dominio pubblico nel mondo del cinema. La condanna di Weinstein è stata un vittoria per il movimento del #MeToo che ora però segue con apprensione il nuovo capitolo della battaglia in tribunale.

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