Sound of Metal, Ahmed batterista sordo da Oscar

Su Amazon Prime video da 4/12 film di Marder con Olivia Cooke

Qualche anno fa Damien Chazelle in Whiplash aveva costruito un dramma intenso intorno ai dubbi, l'ossessione, le sconfitte, i tormenti e la rinascita, di un giovane batterista. Ora Darius Marder, sviluppa il tema, da una prospettiva ancora più intima e sorprendente nella sua opera prima di fiction, Sound of metal, con mattatore il camaleontico attore britannico Riz Ahmed che secondo i critici è fra i candidati più accreditati a una nomination all'Oscar come miglior attore protagonista.
Il film, che debutterà il 4 dicembre su Amazon Prime Video, nasce da un altro talentuoso regista, Derek Cianfrance (che in Sound of metal resta come autore del soggetto e coproduttore esecutivo), e il progetto, poi abbandonato, al quale aveva lavorato per anni, Metalhead, un mix di documentario e fiction con protagonista il reale duo sludge metal Jucifer, composto dalla chitarrista Gazelle Amber Valentine e suo marito Edgar Livengood, che nella storia avrebbe dovuto affrontare la perdita dell'udito.
La trama rielaborata e arricchita torna in Sound of metal, che ruota intorno all'improvviso 'crollo' del mondo di Ruben, ex eroinomane e batterista da anni in tour insieme alla compagna chitarrista e cantante Lou (una bravissima Olivia Cooke, anche lei papabile per una nomination fra le attrici non protagoniste) con cui forma il duo punk metal Backgammon. Durante le giornate sempre in viaggio, sul loro caravan vintage, tra concerti e una grande occasione a portata di mano, Ruben all'improvviso subisce una grave perdita dell'udito. Un trauma del quale Marder ci rende partecipi, portandoci nella testa del protagonista con un brillante lavoro sul suono, capace di creare due universi, quello del mondo ''fuori' e quello del batterista, non fatto di silenzi, ma di vibrazioni, sussurri, echi, distorsioni.
Ruben si ritrova isolato da ciò che ama e conosce, nonostante Lou cerchi di restargli accanto. Il batterista scopre però che l'unica sua possibilità per tornare a sentire' è ricorrere a un costoso impianto cocleare (dispositivo elettronico che fornisce informazioni sonore al cervello, trasformando i segnali acustici in segnali elettrici, ndr). Un obiettivo però allontanato da altre necessità più urgenti: come imparare a gestire la sua nuova condizione. Per farlo, accetta di entrare nel programma realizzato nella comunità guidata da Joe (Paul Raci), ex reduce che ha perso l'udito in Vietnam. Ruben si ritroverà così a dover scegliere se accettare un equilibrio diverso o inseguire il sogno al quale aveva legato anche Lou.
Tra i punti fondanti del film la scelta di Marder di rappresentare il mondo non udente attraverso attori e interpreti non professionisti che ne facessero realmente parte o che lo conoscessero a fondo, come nel caso di Paul Raci, nato da genitori sordi e guida in passato per gruppi di recupero da dipendenze riservati a persone non udenti. Raci ha anche molto aiutato Ahmed a entrare nel ruolo: "In Paul tutto è autentico" spiega nelle note di produzione l'attore britannico, vincitore di un Emmy nel 2017 per le serie The Night of. Nel suo ritratto del protagonista, anche attraverso un corpo più esile ("Ruben passa gran parte del tempo in tour, spesso mangiando poco e ha una storia da tossicodipendente alle spalle.... volevo incarnare il personaggio anche attraverso il fisico" dice) Ahmed riflette rabbia e innocenza, talento e paura dei propri demoni. Una performance costruita anche su una preparazione durata mesi, sia per diventare un batterista credibile che per imparare al meglio la lingua dei segni.
"L'approccio al lavoro e alla vita di Ahmed non passa per scelte facili o il ripetere ciò che ha fatto in passato - spiega il regista -. Per lui è centrale la scoperta e la crescita. Una qualità rara che segna i più grandi attori e artisti"

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