Preziosi, grazie al Covid racconto il terremoto

Alla Festa di Roma il suo docu tra filmati e testimonianze

Può capitare, come è accaduto ad Alessandro Preziosi, che il Covid, la pandemia, siano stati una sorta di volàno per la sua opera prima da regista: il documentario La legge del terremoto, in anteprima oggi alla 15/a edizione della Festa del Cinema di Roma e poi in sala con il Luce il 23-24-25 novembre. Il suo viaggio dal taglio poetico nei terremoti italiani, dal Belice fino all'Irpinia ed Amatrice, attraverso gli archivi di immagini dell'Istituto Luce è infatti accompagnato da dichiarazioni di uomini di cultura e di scienza, raccolte appunto durante la pandemia, in cui si sente l'ombra lunga emotiva di questa realtà che rende tutti un po' più fragili, più pronti ad aprirsi.

Da qui dichiarazioni come quelle di Erri De Luca che parla di uomini "come alberi" e racconta poi "dell'effetto ubriacatura delle scosse di terremoto". Quando finisce tutto, aggiunge lo scrittore, "ci si mette subito a scavare con quella tenacia che, alla fine, è il vero valore dell'umanità". Dichiara invece Giulio Sapelli: "Sono un uomo di fede e in un terremoto non potrei fare altro che unirmi a quel moto fantastico che è la preghiera", mentre Vittorio Sgarbi vede il tutto tra arte e filosofia e ricorre a un paradosso: "Il terremoto - dice il critico - crea la distruzione e, allo stesso tempo indica, ad esempio, alcune chiese importanti che nessuno ha mai visto prima e di cui non si ha neppure conoscenza. Così le scopri, paradossalmente, quando non le puoi più vedere". E ancora Sgarbi: "Il terremoto restituisce alla terra quello che le è proprio e bene hanno fatto Ludovico Corrao e Burri a progettare questo sudario che è il Cretto di Gibellina".

Preziosi, giovanissimo testimone del sisma in Irpinia nel 1980, ci porta attraverso un suo personale percorso narrativo, nel Belìce, poi in Friuli, Assisi, l'Aquila, Amatrice tra filmati di repertorio, scene di animazione, dichiarazioni di testimoni di allora e di oggi: dai Vigili del Fuoco ai volontari fino a Mario Cucinella, Pierluigi Bersani, Angelo Borrelli, Grazia Francescato e altri ancora. "Girato durante il Covid con persone che lo avevano vissuto e lo stavano vivendo, ho raccolto testimonianze di grande umanità come quella di De Luca che ha raccontato il suo 'terremoto', ricordando il suo infarto, o di Sapelli che dichiara che il suo 'terremoto emotivo' c'è stato quando ha incontrato sua moglie". Certo, aggiunge l'attore che non nasconde la sua voglia di continuare a sperimentare la regia, "questo film parla della morte come della vita, ma soprattutto del grande amore che ho verso l'essere umano".

Frase cult de La legge del terremoto, prodotto da Khora film con Rai Cinema in associazione con Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Rai Teche, quella del grande Gianni Rodari che dice: "Non si vede più nessuno piangere il secondo giorno dopo il terremoto. La fine di quello che c'era è una cosa accaduta in un tempo già lontano. È cominciata un'altra cosa. Non si sa ancora che cosa sarà".

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