Venezia77 Guadagnino: 'Mi sento un outsider del cinema'

Il regista al Lido: "Nella moda c'è dittatura del cambiamento. Covid non fermerà sale"

Intanto una buona notizia: "Il sequel di Chiamami col tuo nome si farà, ci sto lavorando, anche se è presto parlare di set", dice all'ANSA Luca Guadagnino, confermando il progetto atteso moltissimo dai giovani che del film del 2017, tratto dal romanzo di Andrè Aciman, hanno fatto un cult e reso il protagonista Timothée Chalamet uno dei beniamini della generazione. Il cineasta-autore-produttore è a Venezia per presentare il cortometraggio girato durante il lockdown, 'Fiori, fiori, fiori' e il documentario fuori concorso Salvatore - Shoemaker of dreams dedicato alla straordinaria avventura di Ferragamo (uscirà in sala con Lucky Red nel 2021) e dal 18 al 26 settembre sarà presidente della giuria del festival di San Sebastian durante il quale in prima mondiale si vedrà il suo debutto nelle serie tv, We are who we are, in onda su Sky dal 9 ottobre. Il Covid, seppure cambia regole di produzione e sensibilità, non lo ferma davvero. "Stiamo combattendo a mani nude contro chi vuole dirci che il cinema abbia un futuro di streaming, io sono dalla parte di chi ritiene che l'esigenza fondamentale della condivisione nella sala buia sarà invece sempre più potente e sono grato ai festival per sostenere il cinema al cinema, un vero e proprio endorsement come quello che stanno facendo Alberto Barbera e Roberto Cicutto a Venezia 77. Quando sono stato invitato a San Sebastian non ho avuto un attimo di esitazione, anche se in Spagna la pandemia non è certo ferma, ma credo che bisogna esserci. Il Covid mi sta cambiando? Certo, il rapporto con la creatività non è lo stesso, si viaggia meno, ci sono tante regole, io stesso sono in crisi per mettere in scena le scene d'amore e di passione, ma certo non mi fermo per questo". Nel lockdown è "aumentato in maniera universale il desiderio di muoversi. Io ero a Milano, soffrivo anche per motivi privati la situazione e mi è salito fortissimo il desiderio di tornare nei luoghi della mia infanzia - racconta Guadagnino - e bussare alle porte di persone care. Sono sceso in Sicilia, sono andato a Canicattì dove sono cresciuto ed è stato rigenerante". Nel corto si vede un Guadagnino emozionato come un bambino di rivedere volti familiari, luoghi, persino odori.

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