L'ultima spiaggia è muro ma cronaca non c'entra

Tra Proiezioni Speciali film su Trieste, i confini e le identità

L'Europa che rialza i muri, che chiude le frontiere non c'entra con quello che è fisicamente un muro bianco alto che da oltre un secolo divide un pezzo dell'arenile di Trieste, in uno stabilimento balneare che mette le donne e i bambini da una parte e gli uomini dall'altra. Una storia curiosa, che da quelle parti si conosce bene, e che ora è diventata materia di un film: L'ultima spiaggia, annunciato ieri nel cartellone di Cannes (11-22 maggio) tra le Proiezioni Speciali. L'attualità non c'entra o forse sì, visto che il delegato del festival Thierry Fremaux ieri ha citato il film anche per "gli istanti di solidarietà tra i popoli greci e italiani e i migranti che vengono dalla Siria e dall'Iraq".

Quando i due autori - il triestino Davide Del Degan e il greco Thanos Anastopoulos - hanno cominciato a pensare ad un film su questo stabilimento balneare del capoluogo friulano, quasi quattro anni fa, "il tema dei rifugiati e dell'esodo dall'est non c'era e questo era veramente l'ultimo muro esistente, una cosa talmente assurda che bisognava raccontarla. Così - spiega in un'intervista all'ANSA Anastopoulos - per un anno intero abbiamo deciso di stare lì su quella spiaggia per vedere cosa succedeva e seguire le storie di queste persone". Ne è venuto fuori un documentario "non convenzionale", "senza interviste" ma con una forte impronta narrativa. "Un film - prosegue l'autore - sui confini, sulle identità, le discriminazioni, le diversità ma soprattutto un film sulla natura umana che può essere comica, tragica e sempre sorprendente". Giusto stamattina, sole splendente e 21 gradi, gli autori sono tornati sull'arenile affollato di triestini, di qua le donne, di là gli uomini, per festeggiare con loro, ormai tutti conoscenti, la 'chiamata' di Cannes. Quello che era "l'ultimo muro" è tornato ad essere in questa Europa che non riesce a fare i conti con l'emergenza dei rifugiati e lascia in condizioni disumane migliaia di persone come accade nel campo di Idomeni in Macedonia, "un muro tra i muri veri. Ecco che l'attualità passa attraverso le storie che raccontiamo in un film che farà fare allo spettatore un viaggio nello spazio e nel tempo", conclude uno dei registi che è nato ad Atene e vive tra Italia e Grecia. La produzione stessa è italo-greca-francese in collaborazione con Rai Cinema. L'Ultima Spiaggia a Trieste, vicino al Molo Fratelli Bandiera è la Lanterna o Pedocin, un bagno comunale che ha due ingressi: da una parte c'è quello per le donne e i bambini che hanno meno di 12 anni, dall'altra c'è l'ingresso per gli uomini. Entrare costa 1 euro ma si possono anche fare abbonamenti mensili o stagionali. Dentro, la spiaggia è divisa da un muro bianco, alto più di tre metri, che sancisce in modo ancora più netto la divisione, valida anche nelle acque del mare. E' stato inaugurato nel 1903 quando Trieste era ancora sotto il dominio austriaco e il comune decise di edificare dei veri e propri stabilimenti balneari in centro città. Nel 2009 il bagno è stato ristrutturato e riportato alle sue sembianze originarie: ora è tutto azzurro e bianco e i triestini sono molto legati a questa tradizione, un vero e proprio reperto storico della Mittleuropa

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