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LaChapelle, cerco il sublime a Napoli

Installazione con opere mai esposte prima al Maschio Angioino

(ANSA) - NAPOLI, 07 DIC - L'iconico artista americano David LaChapelle arriva a Napoli. Da domani, 8 dicembre, sarà eccezionalmente in mostra nella Cappella Palatina del Maschio Angioino. I visitatori potranno ammirare una collezione esclusiva studiata appositamente per la città e per lo storico Castel Nuovo con opere inedite, in un costante dialogo tra il lavoro esposto e lo spazio ospitante. L'esposizione, curata da ONO arte e Contemporanéa, è un'installazione 'site specific' che include opere mai esposte prima. Una produzione Next Exhibition, organizzata in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, Associazione Culturale Dreams, Alta Classe Lab, Fast Forward e Next Event. A prendere corpo al Maschio Angioino, è una mostra unica nel suo genere che è prima di tutto un'indagine intima nel lavoro dell'artista, curata da Vittoria Mainoldi e Mario Martin Pareja. Questa nuova esposizione invita i visitatori a ripercorrere i momenti salienti della prolifica carriera di LaChapelle. Sono quaranta i pezzi esposti tratti dai vari periodi significativi della carriera dell'artista dal 1980 fino ad oggi, offrendo anche una selezione di opere inedite provenienti dall'archivio del fotografo, unite a capolavori iconici e diverse anteprime. ''E' per me un onore esibire qui - ha detto LaChapelle, in occasione delle presentazione della mostra - Napoli è una città emozionante, vibrante in ogni suo angolo e in cui c'è tanta spiritualità e tanta forza''. In esclusiva per la Cappella Palatina, alcuni dei negativi fotografici dipinti a mano realizzati negli anni '80 da LaChapelle, mentre adolescente esplorava le idee della metafisica e della perdita, sullo sfondo della devastante epidemia di Aids. Questi negativi fanno parte di un'installazione site specific mai realizzata prima ed entrano in dialogo con le opere più recenti di LaChapelle, alcune presentate per la prima volta in questa occasione, in cui il fotografo viene come catturato da un timore reverenziale per il sublime e dalla ricerca di spiritualità, come in Behold (2017), opera simbolo della mostra. L'esposizione 'David LaChapelle' esplora la rappresentazione acuta che l'artista fa dell'umanità nel particolare tempo in cui viviamo. (ANSA).
   

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