Black Renaissance domina vendite all'asta di primavera

Basquiat, Colescott e altri afro-americani, tanti record

NEW YORK - Un nuovo "Black Renaissance" nelle arti è emerso dalle aste di primavera a New York. Il futuro museo Lucas per le arti narrative ha pagato 15,3 milioni di dollari, un record per l'artista, il quadro di Robert Colescott "George Washington Carver Crossing the Delaware River: Page from an American History Textbook", che rivisita in chiave afro-americana il celebre dipinto del 1852 di Emanuel Leutze con il primo presidente americano che attraversa il fiume in barca. Nel quadro, che Sotheby's aveva valutato alla vigilia 9 milioni di dollari, Colescott ha rivisitato i protagonisti bianchi della scena di Leutze, da oltre un secolo in mostra al Metropolitan di New York: Washington è George Washington Carver, il più importante scienziato nero ai primi del Novecento. Con lui in barca sono figure di afro-americani indicativi degli stereotipi con cui i neri in America sono stati raffigurati negli anni. Colescott, che è morto nel 2009, nel 1977 è stato il primo artista afro-americano a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.
    Pagato 16 volte il precedente record per l'artista stabilito nel 2018, il Colescott è solo un esempio dell'eccitazione generata alle aste delle ultime 48 ore da opere di artisti di colore: da Christie's Nina Chanel Abney (990.000 dollari), Jordan Casteel (687.500), Alex da Corte (187.500), la britannica Lynette Yiadom-Boakye 1,95 milioni), il ghanese El Anatsui (1,95 milioni) e Mickalene Thomas (1,83 milioni) hanno stabilito primati. Nella stessa vendita il grande teschio "In This Time" di Jean-Michel Basquiat offerto da Giancarlo Giammetti ha sfiorato il record con un totale di 93,1 milioni di dollari, mentre un altro Basquiat, il monumentale "Versus Medici" del 1982, e' stato battuto da Sotheby's per oltre 50 milioni.
    Complessivamente le aste di Christie's e Sotheby's hanno dimostrato la vitalità del mercato nel dopo pandemia, con totali rispettivi di oltre 210 e 218 milioni di dollari: l'unica differenza rispetto al mondo pre-Covid (e pre-Black Lives Matter) è che l'interesse dei collezionisti si è spostato dai soliti nomi "blue chip" ad artisti di colore.
   

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