Tra colori e Futurismo, Casa Balla apre 1/a volta a pubblico

Progetto del Maxxi, con anche mostra con designer di oggi

(ANSA) - ROMA, 07 MAR - "Ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente". Così scrivevano nel 1915 Giacomo Balla (1871 - 1958) e Fortunato Depero (1892 - 1960) nel loro Manifesto per la ricostruzione futurista. "Daremo scheletro e carne all'invisibile - annunciavano - all'impalpabile, all'imponderabile, all'impercettibile.
    Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto". Di lì in poi, Depero con la produzione di arazzi e cuscini creò uno spazio per realizzare oggetti d'arte, mobili, giocattoli. Balla, cominciò a cambiare l'universo partendo da casa sua, appartamento di edilizia popolare, in via Oslavia 39 B, nel quartiere Prati a Roma.
    Casa Balla divenne così la sua tela e materia, incarnazione dell'estro geniale di un artista totale. Uno scrigno che dopo più di vent'anni di silenzio, in primavera aprirà per la prima volta le sue porte al pubblico, grazie al grande progetto "Casa Balla. Dalla casa all'universo e ritorno", curato da Bartolomeo Pietromarchi e Domitilla Dardi per il Maxxi. Un'operazione in due parti, che dal 26 maggio al 24 ottobre coinvolgerà la storica residenza, dove Balla visse dal 1929 alla morte e le figlie fino agli anni Novanta. E parallelamente porterà nella Galleria 5 del museo la mostra tematica che metterà in dialogo lavori di Balla come disegni, oggetti, bozzetti, arredamenti con opere create appositamente da architetti, artisti e designer italiani e internazionali contemporanei come Ila Bêka & Louise Lemoine, Carlo Benvenuto, Alex Cecchetti, Emiliano Maggi, Leonardo Sonnoli e Space Popular, tutti invitati a riflettere sulle numerose suggestioni offerte da Casa Balla. (ANSA).
   

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