'Dante esule 2020' apre finestra sul mondo degli hikikomori

A Ravenna nuova tappa progetto fotoreporter Giampiero Corelli

(ANSA) - RAVENNA, 18 SET - Dal viaggio nei territori danteschi della Romagna compiuto lo scorso anno, al viaggio all'interno delle case, delle stanze, nei mondi chiusi degli Hikikomori. Dal fuori al dentro, per fare affiorare volti e voci, far dialogare ancora una volta l'alta parola di Dante con il contemporaneo e con il sociale. Dopo 'L'atlante umano romagnolo' dell'edizione 2019, la nuova tappa del progetto Dante esule del fotoreporter Giampiero Corelli - 'Dante Esule 2020 - Hikikomori' - porta in un nuovo territorio in cui la parola esilio ha il suono dell'oggi: quella degli adolescenti che si isolano dal mondo, dai coetanei, che si sottraggono al percorso scolastico per rifugiarsi tra le pareti delle loro stanze, unico rapporto con l'esterno lo schermo di un Pc, il dialogo a distanza con adolescenti come loro. Il fenomeno è ormai noto da tempo: Hikikomori è parola giapponese che significa "stare in disparte, isolarsi", ed è diffuso e con numeri importanti anche in Italia.
    Il progetto si articolerà in due momenti. Il primo, a Ravenna, con l'inaugurazione, domenica 20 settembre (ore 17) all'interno della Basilica di S. Giovanni Evangelista, della mostra di foto realizzate da Corelli - scatti in cui per la prima volta alcuni hikikomori accettano di mostrarsi e raccontarsi - e di una installazione site-specific dell'artista Luigi Berardi. L'allestimento sarà visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, fino a domenica 4 ottobre. L'inaugurazione si svolgerà alla presenza dell'Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni.
    Dal 17 ottobre al 15 novembre mostra ed installazione saranno allestite a Bagnacavallo, all'Antico Convento di S. Francesco.
    (ANSA).
   

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