Il Macro di Lo Pinto pensato come un magazine

Da 24/4 Museo Immaginazione preventiva. Collezione solo in foto

 ROMA -  Un Museo immaginato come un magazine tridimensionale, in cui ogni spazio è ripensato come una rubrica. Una meta-collezione che vedrà nascere una "collezione del presente e del futuro". E quel titolo che rimanda esplicitamente al movimento lanciato a Roma nel '73 da Benveduti, Catalano e Falasca, per un'arte capace di rivoluzionare la società.
    È il Museo per l'Immaginazione Preventiva, il programma triennale del nuovo direttore artistico del Macro, Luca Lo Pinto, classe 1981, che dall'1 gennaio ha preso il testimone dal Macro Asilo di Giorgio De Finis. Un unico progetto espositivo, sempre gratuito, che evolverà in modo organico fino alla fine del 2022, nel tentativo, racconta Lo Pinto, "anche di ripensare il paradigma del museo, le mostre e le opere, mettendo gli artisti sempre al centro". Dopo un periodo di lavori di restyling, il Macro aprirà nuovamente le porte il 24 aprile, con un "primo editoriale" e una prima esposizione nel museo riportato "alla condizione neutra di uno stadio iniziale". Grand opening il 3 ottobre con tutti gli spazi-rubrica attivi contemporaneamente. Al budget di "700 mila euro l'anno per le attività culturali", dice il presidente del Cda dell'Azienda Speciale Palaexpo, Cesare Pietroiusti, anche se "non è escluso possano arrivare risorse aggiuntive con sponsor, mecenati o bandi", il progetto è fortemente votato all'intedisciplinarietà e vedrà mostre monografiche, incontri, con grande attenzione all'arte in fieri delle nuove generazioni. Una sorta di nuova "collezione del futuro" del Macro che crescerà rimanendo esposta in maniera permanente, mentre quella "storica" del museo (1.200 pezzi del XX secolo da Carla Accardi a Sanfilippo, Schifano, Pascali, Ontani, al momento nei depositi) sarà visibile nelle grandi fotografie di Giovanna Silva. (ANSA).
   

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