Mondo di Scialoja tra azione e pensiero

A 100 anni dalla nascita, grande retrospettiva al Macro

     In principio furono la poesia e il ritmo della parola a conquistare il suo temperamento artistico: poi, quando capì che "anche la pittura è filosofica e nasce dall'esperienza", Toti Scialoja (1914-1998) iniziò la sua lunga storia con tele e colori, un rapporto che durò per tutta la vita. A questo complesso e poliedrico artista del '900, che fu pittore, scenografo e poeta, ma anche grande docente d'arte, il Macro di Roma dedica nel centenario della nascita la retrospettiva "100Scialoja. Azione e pensiero", inaugurata oggi e aperta al pubblico dal 28 marzo al 6 settembre. In un proficuo incontro tra istituzioni - Comune di Roma, Accademia Belle Arti e Fondazione Toti Scialoja - la mostra documenta i vari aspetti dell'iter artistico-culturale percorso negli anni da Scialoja: dalle prime influenze della Scuola Romana negli anni '40 all'approdo all'astrattismo con l'utilizzo dello straccio per dipingere senza il filtro del pennello (a questo periodo, tra gli anni '50 e '60, appartengono le celebri Impronte); dalla rielaborazione delle Impronte (e la scelta di usare anche materiali diversi sulla tela, come giornali, corde, garze, merletti) fino alle forme concettuali elaborate a partire dagli anni '80, con il ritorno al gesto e al pigmento brillante.

   

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