Trione presenta il Padiglione Italia 2015

Tra i 15 artisti anche i big Kounellis, Paladino, Beecroft

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Ci saranno le opere dei big, da Jannis Kounellis a Mimmo Paladino e Vanessa Beecroft. Ma anche quelle di giovani e meno giovani i cui nomi sono meno popolari. In tutto quindici artisti appartenenti a generazioni diverse, dal trentenne Luca Monterastelli all'ultraottantenne Aldo Tambellini, un grande che è di casa al Moma e alla Tate, ma in Italia non ha mai esposto.

Artisti diversi per tante forme d'arte che si intersecano, dalla pittura ai video, dalla scultura alle foto, il disegno, le performance, senza dimenticare il cinema. Vincenzo Trione presenta il Padiglione Italia 2015 e la squadra eterogenea che ha voluto per raccontare il suo "Codice Italia", che apre i battenti nei grandi spazi dell'Arsenale di Venezia dal 9 maggio per la Biennale Arte. E rivendica con orgoglio il suo ruolo di critico, la natura complessa del suo progetto, la rosa dei nomi scelti, nella quale le donne sono in evidente minoranza, due su quindici: "Nessuna scelta sessista, ho dato importanza a quella che a parer mio è  la qualità".

Organizzata intorno a tre parole chiave, "codice genetico, stile e memoria", spiega, la sua 'Codice Italia' "non è una collettiva, ma una mostra a tema", una rassegna pensata con lo sguardo del critico per rintracciare, nell'anno di Expo e nell'epoca della crisi, delle guerre, del terrorismo internazionale, le "traiettorie prevalenti" nel mondo dell'arte italiana.

Ecco allora i nomi, che vanno dai "protagonisti dell'Arte Povera e della Transavanguardia (Kounellis, Paladino, Nino Longobardi) a grandi 'isolati' come Caludio Parmiggiani e Paolo Gioli, eredi delle neo avanguardie del dopo guerra (Aldo Tambellini) personalità difficili da inscrivere dentro a tendenze ( Antonio Biasucci Giuseppe Caccavale, Andrea Aquilanti) voci tra le più originali dello scenario internazionale (Beecroft) e artisti dell'ultima generazione (il duo Allis/Filiol, Barocco, Marzia Migliora, Monterastelli, e Nicola Samorì)".

Ad ognuno di loro è stato chiesto di portare due opere, "rigorosamente inedite", la prima sul tema portante della reinvenzione della memoria, mentre per la seconda l'indicazione è di allestire un "atlante della memoria", sul modello di quello firmato da Aby Warburg, un'installazione per mostrare "tutto quello che c'è dietro all'opera d'arte, dalle letture alla musica e ai film" e in questo modo "svelare il pensiero segreto dell'arte contemporanea". "Non sarà una mostra con un taglio descrittivo fenomenologico del presente", premette preciso il professore, che interviene subito dopo le presentazioni del presidente della Biennale Paolo Baratta e del nuovo dg per l'arte contemporanea e le periferie del Mibact, Federica Galloni. Il suo progetto, sottolinea, va letto piuttosto come "l'espressione di un punto di vista, certamente soggettivo, di alcuni segmenti rilevanti dell'arte contemporanea".

Mentre prende le distanze dagli "independent curators": "Il mio è lo sguardo di chi si riconosce nella critica d'arte", dice. Quindi sottolinea la vicinanza con la mostra generale della 56/a Biennale d'arte: "c'è un punto di contatto tra il mio padiglione e la mostra di Enwezor ed è la figura di Walter Benjamin", il Benjamin dell'Angelus e quello della immagine dialettica, argomenta, "con quel suo dire, 'ciò che è stato e ciò che è adesso si uniscono finalmente in una costellazione'". Tant'è. Tra i suoi primi fan, racconta, c'è Bernardo Bertolucci, che pare abbia molto apprezzato il tema della memoria. "Ora comincia l'avventura", conclude lui, applaudito dal ministro Franceschini, che nel suo progetto ritrova "molti dei temi e delle novità su cui abbiamo lavorato in questi mesi". L'allestimento, affidato all'architetto Giovanni Francesco Frascino, reinventerà lo spazio del Padiglione immaginando una "sequenza di cattedrali, per sottolineare l'autonomia di ogni artista e insieme il dialogo tra espressione diverse". Un video firmato da Mimmo Calopresti, con la musica dei Subsonica, ricostruisce il mood del dietro le quinte. E fuori dall'Arsenale, anche a Marghera, ci saranno tanti avvenimenti collaterali, tra cui whorkshop per gli allievi delle accademie d'arte di tutta Italia, coinvolti anche in un concorso con la collaborazione dell'inserto lettura del Corsera. Costo totale intorno al milione di euro, di cui 750 mila dal Mibact, che quest'anno, ricorda Franceschini, "ha voluto investire di più pensando all'Expo" e 240 mila dagli sponsor.

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