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Dimore storiche volano per ripresa sociale ed economica

Sangiuliano, il più grande museo diffuso del nostro paese

Da Villa Valmarana ai nani a Vicenza con affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo fino al Castello di Orsara Bormida tra splendidi vigneti di Barbera del Monferrato, Dolcetto d'Acqui, Brachetto, Chardonnay e Moscato.
    Dal Castello di Proceno, fortezza medievale a pentagono voluta dal papato a protezione di quelle terre all'estremo nord del Lazio alla Tonnara di Marzamemi le cui origini si perdono nella notte dei tempi, da quando gli Arabi la realizzarono intorno all'anno 1000. Sono solo alcune delle dimore storiche protagoniste del Rapporto dell'Osservatorio del Patrimonio Culturale Privato presentato nel Salone Spadolini del ministero della Cultura.
    Realizzato dalla Fondazione Bruno Visentini, lo studio è stato promosso dall'Associazione Dimore Storiche Italiane, Confagricoltura e Confedilizia, nell'auspicio di supportare le istituzioni nella definizione delle politiche da adottare per rilanciare il patrimonio culturale privato, che costituisce oltre il 17% del totale secondo l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
    "Le dimore storiche - dice il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano - sono certamente il più grande museo diffuso del nostro paese, volano di turismo, artigianato, enogastronomia, rappresentano un incommensurabile patrimonio artistico e culturale per il nostro Paese. Sono grandi catalizzatori sociali, oltreché culturali ed economici e, nella maggior parte dei casi, sono collocate in piccoli centri, lontani dalle città.
    Sappiamo quanto è importante la valorizzazione dei piccoli borghi anche attraverso la creazione di nuovi circuiti turistici, e per raggiungere questo obiettivo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può essere un grande volano: oltre un miliardo sarà destinato proprio all'attrattività dei borghi. Ci impegneremo a utilizzare questi fondi con onestà ed efficienza.
    La cultura ha, e deve avere sempre più, un ruolo chiave nella ripresa economica e sociale dell'Italia, come fonte di produttività, di capacità di generare occupazione e innovazione".
    Per il III Rapporto, l'universo di dimore storiche preso in riferimento è pari a 35.745 unità (dati di Vincoli in rete). Si tratta in prevalenza di case storiche, palazzi, ville, castelli, casali, giardini e parchi storici che configurano una rete diffusa su tutto il territorio nazionale, la maggior parte delle quali è situata nei centri storici e nelle aree rurali dei comuni italiani. Basti pensare che il 26% di queste dimore si trova addirittura in comuni sotto i 5.000 abitanti, costituendo spesso per i piccoli borghi e i luoghi più periferici del Paese il principale volano di attrazione turistica, culturale e sociale, con una ricaduta positiva sulle economie locali.
    La valenza sociale che questi beni ricoprono per determinati luoghi è incommensurabile. Si stima, infatti, che siano state oltre 16.000 le dimore che hanno realizzato almeno un evento nel 2021, di cui circa 14.000 hanno realizzato eventi a ingresso gratuito. Inoltre, la forza delle dimore storiche è nel legame che si crea con la comunità che vi orbita attorno. (ANSA).
   

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