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Saviano, ho raccontato l'uomo 'normale' che era Falcone

Folla per la presentazione di 'Solo è il coraggio'

 "La storia di Giovanni Falcone la conoscono in tanti, forse tutti, ma io con questo libro ho cercato di raccontarla in modo diverso, parlandone come un uomo 'normale', che amava la vita, il teatro, la lirica, il mare, gli amici. Ho scritto questo libro pensando a chi lo legge, per arrivare al suo cuore, perché si possa identificare con quella fame di vita, di felicità, di cambiamento per rendere più bella la vita di tutti, attraverso la legalità e il senso civico". Lo ha detto Roberto Saviano, accolto dalla solita folla al Salone del Libro di Torino. Il pubblico si è messo in coda due ore prima senza spaventarsi della temperatura caldissima di oggi per un incontro iniziato con 50 minuti di ritardo a causa della bonifica dell Sala.
    Saviano ha presentato il suo ultimo libro 'Solo è il coraggio' (Bompiani), uscito il 27 aprile e subito finito al primo posto tra i libri venduti in Italia, oggi slittato al secondo dietro la new entry, 'Gotouge' di Star Comics.
    Saviano ha spiegato di aver deciso di usare la forza della letteratura, della narrazione per far conoscere la vita di Falcone e di tutti gli uomini che come lui hanno perso la vita per un ideale di giustizia e sapendo di rischiare la vita. "La verità raccontata con le storie arriva più dritta al cuore di un saggio - ha aggiunto - . Philip Roth, quando gli chiesero quale era il più potente libro sulla shoah rispose 'Se questo è un uomo' di Primo Levi, perché non è un libro su Auschwitz ma dentro Auschwitz'. Sono le storie che ci fanno aggrappare alla vita. Io per esempio quando per ragioni di sicurezza vengo spostato da una stanza all'altra, da una casa dall'altra e devo restare solo per ore, penso ad una storia per trovare un po' di calma. E di amore. Ecco perché ho raccontato Falcone attraverso storie. Storie, episodi della sua vita e delle vite delle persone intorno a lui". Per fare un esempio ha poi letto un passo del libro in cui si descrive minuziosamente l'uccisione del giudice Antonio Scopelliti, mentre guidava la sua Bmw, al mare, con la sua camicia color fragola, in vacanza in Calabria, senza scorta perché lui la scorta non la voleva. "Qualche settimana dopo avrebbe dovuto fare il pm al maxi processo a Cosa Nostra - ha ricordato Saviano - il che equivaleva, come giudice, a giocare a rimpiattino con la morte. Cosa Nostra ha fatto strage di tanti protagonisti di quel processo per cercare di convincere il governo a non portarlo fino alla fine". Fermato più volte dagli applausi, Saviano, prima di dedicarsi ad un blindatissimo firma copie, ha invitato a leggere il suo libro "non perché io lo voglia vendere e guadagnarci, ma perché le vite come quelle di Falcone sono come il sangue di San Gennaro. Non sono un credente, ma quel sangue che non si secca, che si ripropone, è come un inno alla vita che si rinnova. E poi perché nella letteratura la verità esiste ed è connessa con l'amore per la vita". (ANSA).
   

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