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Prologo in musica, domani si apre

Concerto inaugurale. Ghosh, non umano prevale nella cultura pop

"Nella cultura pop il non umano prevale, dal cinema con Zombie, i vampiri e Superman, alla letteratura ai fumetti". Lo ha detto lo scrittore indiano Amitav Ghosh al concerto inaugurale del 34/o Salone del Libro di Torino, che apre domani i battenti al Lingotto, dove oggi sono terminati i preparativi di quella che si annuncia come l'edizione più grande di sempre.
    Ghosh, che domani apre la buchmesse con la lectio 'Possono i non umani parlare?", ha anche spiegato di non credere tanto alla parola sostenibilità. "Sono scettico, dobbiamo lasciarla ai tecnologici. Nel momento esistenziale che stiamo vivendo - ha aggiunto - mi interessa capire quali siano le sfide letterarie, le voci che possiamo dare ai non umani". Hai poi fatto riferimento al mondo magico di Ernesto Di Martino: "Un autore dimenticato, invece è molto importante per me per come guarda al rapporto con il non umano".
    Prima del concerto 'Selvatico Sacro', con le improvvisazioni a tre voci di Mariangela Gualtieri, Paolo Fresu e Uri Caine, è intervenuto il direttore editoriale della kermesse, Nicola Lagioia: "E' una fortuna avere con noi Ghosh, un amico del Salone. Con la sua lectio domani ci dice che dobbiamo uscire dall'antropocentrismo". Ha poi parlato della Casa della Pace che al Lingotto ospiterà iniziative umanitarie per il popolo ucraino. "Forse dovrebbe esserci ogni anno - ha concluso - il mondo è malato. Quella in Ucraina non è l'unica guerra".
    La pre-inaugurazione del Salone, questa sera all'Auditorium RAI di Torino, è un evento speciale realizzato da Rai Radio3 per riflettere sul filo rosso della buchmesse, che quest'anno ha come tema 'Cuori selvaggi', un'improvvisazione a tre voci di musica e poesia. Le parole della poetessa Mariangela Gualtieri, in scena attraverso la sua voce, si fondono con la musica del trombettista Paolo Fresu e del pianista Uri Caine, tutti in diretta. Tre artisti uniti dall'uso della voce come suono e dalla ricerca di un altrove musicale comune. Un reading poetico inedito per raccontare, e reinterpretare, il cuore selvaggio del poeta. (ANSA).
   

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