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Esc: Toto Cutugno, "Torino sia un trampolino per la pace"

Vinse nel 1990 con canzone-inno. "Sogno bimbi russi con ucraini"

"Sono felice che l'Eurovision torni in Italia. Sarebbe bello se proprio da quel palco di Torino partisse un successo internazionale capace di anticipare uno scenario di pace, esattamente com'è successo a me". Lo dice Toto Cutugno, vincitore del concorso europeo nel 1990, preceduto nell'albo d'oro solo da un'altra italiana, Gigliola Cinquetti, nel '64, e seguito, dopo ben 31 anni, solo dai Maneskin.

Della rock band di ragazzi romani che ha conquistato il tetto del mondo portando in Italia la manifestazione, a Torino, Cutugno è fan. Lo scorso anno si era congratulato per il trionfo con 'Zitti e buoni': "Ha vinto un brano fuori dagli schemi. Ho provato la stessa gioia dei Maneskin. Mi è piaciuta l'esibizione, la presenza scenica. Damiano canta molto bene", aveva detto.

La sua canzone vincitrice, 'Insieme: 1992', "divenne un inno dell'Europa unita prima ancora che si realizzasse", afferma con orgoglio Cutugno, autore di tanti successi inossidabili come 'L''italiano', 'Solo noi' e 'Gli amori'. Ripercorrendo l'emozione della vittoria all'Eurovision nel 1990 a Zagabria, aggiunge: "Anche allora, proprio come oggi, c'era un conflitto alle porte. Quello jugoslavo scoppiò poco tempo dopo e, in quella guerra, perse la vita uno dei coristi dell'Eurovision che mi aveva raccontato le difficoltà del suo Paese", spiega.

Popolarissimo e amato sia in Russia che in Ucraina, Cutugno sogna la fine della guerra. "Oggi come allora c'è bisogno di un'Europa coesa che faccia la sua parte per la pace", osserva. Era il 2019 quando un gruppo di parlamentari ucraini chiese di impedire il suo accesso a Kiev, dove avrebbe dovuto tenere un concerto alcuni giorni dopo, per via di una presunta vicinanza a Mosca. "Sono molto sorpreso e dispiaciuto per questa notizia assurda. Sono un apolitico, chiaro? Ho cantato in occasioni istituzionali per capi di stato tra cui Putin, ma questo non significa un'adesione politica" aveva detto precisando di credere "nei valori della pace e del dialogo" di cui si considera tuttora "ambasciatore".

Ricordando i mesi successivi alla vittoria all'Eurovision, quando, durante i concerti in giro per l'Europa, il pubblico accompagnava in coro le esibizioni e, in Romania, lo fece anche un gruppo di ragazzini, Cutugno aggiunge: "Oggi immagino i bambini russi e ucraini insieme sotto lo stesso sogno e sotto lo stesso cielo e vorrei che quell'inno risuonasse per loro. La musica - conclude Toto - ha la forza di superare qualsiasi tipo di confine e di anticipare scenari. Quella vittoria per me significò anche questo: non solo l'inizio di una carriera internazionale che ha portato i miei brani in giro per il mondo, ma soprattutto la costruzione di un'Europa unita dai valori di fratellanza e libertà".

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