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Riccardo Muti a dicembre porta a Milano la sua Opera Academy

'Non per dar fastidio a Scala; lirica italiana non va sciupata'

Riccardo Muti ha scelto Milano in particolare la Fondazione Prada per la settima edizione della sua Italian Opera Academy, dieci giorni di lavoro intenso su Nabucco, dal 4 al 15 dicembre, rivolte a giovani direttori d'orchestra con prove aperte al pubblico così come le esibizioni finali. Il tutto trasmetto anche da Tim vision per chi non potrà acquistare i biglietti in vendita online dal 20 ottobre.
    Sono in centinaia gli aspiranti che hanno fatto domanda di partecipare, ma solo quattro o cinque potranno salire sul podio con il maestro che a Milano è stato per quasi vent'anni direttore musicale della Scala. Teatro che proprio il 7 dicembre, come da tradizione, inaugurerà la sua stagione lirica.
    Nessuna intenzione di 'disturbare' da parte sua . Le date della sua Academy, sottolinea, sono state scelte perché sono gli unici giorni liberi fra la sua tournée in Oriente con i Wiener Philharmoniker e il ritorno a gennaio in America dove dirige la Chicago Symphony Orchestra. "Figurarsi se a ottant'anni vengo qui per scocciare. Qualcuno può pensarlo dall'altra parte ma - dice - è un problema suo".
    L'accademia 'viaggia', è stata tenuta a Ravenna, in Corea del Sud a Tokyo, dove tornerà per la prossima edizione, ovvero "città dove succede di tutto e dove Muti che fa l'accademia è un valore aggiunto" osserva. Ed è soprattutto dell'Accademia e dell'opera italiana che il maestro parla in una conferenza stampa a cui assistono anche gli amici Miuccia Prada (che ha firmato i costumi dell'Attila da lui diretto al Met di New York nel 2010) e Patrizio Bertelli. Ma è lui il protagonista assoluto mentre spiega che non si può "sciupare ciò che questo Paese per centinaia di anni ha dato al mondo", che non si può lasciare che all'estero "severissimi ascoltino Mozart, rapiti Wagner e invece ascoltino l'opera italiana come qualcosa a metà con l'intrattenimento", che "l'opera italiana viene bistrattata in modo ignobile".
    Anche per questo, dopo aver fondato nel 2004 l'orchestra giovanile Cherubini "dove sono passati oltre 700 musicisti che ora siedono in orchestre italiane e straniere importanti", ha deciso di creare l'accademia. "Una goccia nel mare non cambia il mondo, ma è sempre una goccia e ho pensato di mettere a disposizione quanto ho imparato dagli insegnanti che ho avuto e dai grandi che ho incontrato". "E quello che sto facendo mi dà grandissima soddisfazione. Questi ragazzi hanno fatto grandi accademie ma certe cose non glie le ha dette nessuno" come il fatto che regia e direzione musicale debbano andare insieme, l'importanza del lavoro con i cantanti. E l'attenzione alla qualità. "Oggi ci sono direttori che zompano, con i capelli che vanno da tutte le parti" ma "è nel lavoro di preparazione che si vede il grande direttore, non il clown sul podio", per dirlo come Toscanini "le braccia sono l'estensione del pensiero musicale", in fondo, "battere il tempo lo fanno anche gli asini, fare musica è una cosa diversa". E quello di Muti è sempre un grandissimo spettacolo. Anche in conferenza stampa. (ANSA).
   

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