Cultura

Audiovisivo, digitale batte fisico, boom smart tv

Rapporto Univideo-GFK, pandemia pesa su mercato e stili di vita

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Il sorpasso, per la prima volta, del giro d'affari del digitale rispetto al prodotto fisico, per effetto del calo delle vendite di Dvd e Blu-ray e della mancanza di nuovi titoli a causa della pandemia; una contrazione complessiva del mercato dell'home entertainment, ma anche un aumento del tempo medio dedicato ogni giorno alla fruizione di contenuti tv, oltre 6 ore, con un boom del consumo di smart tv e un menu dominato da film e serie, seguiti da animazione e sport.
    E' la fotografia scattata dal Rapporto Univideo 2020, realizzato in collaborazione con GFK Italia.
    L'andamento del mercato - Il mercato dell'home entertainment nel 2020 ha sviluppato un volume d'affari pari a 211,7 milioni di euro, con una contrazione del 17,2% rispetto all'anno precedente. In dettaglio, il prodotto fisico ha fatto registrare un fatturato pari a 103,5 milioni di euro, in calo - principalmente a causa del lockdown - rispetto al 2019 (154 milioni), mentre per la prima volta il digitale con il 51,1% ha superato in termini di fatturato (108,2 milioni contro i 101,7 milioni dell'anno precedente) l'home entertainment fisico (DVD e Blu-ray), le cui vendite sono calate con la chiusura forzata dei negozi e dei punti vendita della distribuzione specializzata.
    Le serrande abbassate durante i weekend dei centri commerciali, in particolare, hanno influito sui mancati acquisti di beni fisici che spesso sono frutto di una scelta d'impulso, tipica dello shopping domenicale. Inoltre la mancanza di titoli novità, determinata dalla limitata uscita di film d'appeal a seguito delle chiusure delle sale, ha portato a un'incidenza negativa sui trend dell'intero settore. Solo nei primi mesi del 2021 le vendite di prodotti fisici hanno iniziato a recuperare terreno, tornando ai livelli pre-pandemia.
    I nuovi stili di vita e la rivoluzione dell'offerta - Il costante evolversi delle tecnologie digitali e lo sviluppo delle piattaforme di streaming ha decisamente mutato lo scenario del mercato audiovisivo italiano. Parallelamente i vari periodi e livelli di lockdown hanno determinato uno stravolgimento della vita quotidiana e attività come lo smart working, la Dad, la cura parentale, la gestione generale si sono necessariamente alternate ai momenti di svago ed intrattenimento, con modelli di fruizione che hanno anche ristabilito (almeno temporaneamente) la gerarchia dei device, portando prepotentemente al centro della scena il televisore. Questo ha consentito, anche durante il lungo periodo di lockdown 2020, di offrire al grande pubblico intrattenimento di alta qualità, premiato da un allungamento del tempo medio giornaliero di fruizione dei contenuti audiovisivi, 6 ore e 34 minuti, accedendo alla televisione (smart tv), generalista e tematica e ai media digitali. I film e le serie tv sono stati i contenuti più ricercati e consumati dagli italiani, seguiti da animazione e sport.
    "Il rapporto Univideo, realizzato in collaborazione con GFK Italia, contiene dati interessanti e significativi su entrambi i fronti dell'offerta e dei consumi di contenuti d'intrattenimento e culturali - spiega Pierluigi Bernasconi, presidente di Univideo -. Si può sintetizzare dicendo che il settore presidiato dai nostri associati è in forte trasformazione, e che, al netto della temporanea situazione negativa determinata dalla pandemia, sia l'anima fisica che quella digitale dell'intrattenimento domestico, con le loro dinamiche differenti, danno impulso al rinnovamento dell'offerta e all'apertura da parte dell'associazione a forme evolute di aggregazione a supporto di una industry importante e di alto valore per le famiglie, gli individui e la qualità della loro vita". (ANSA).
   

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