Cultura

Un anno senza Luis Sepulveda

Lo scrittore cileno moriva il 16 aprile del 2020, "la sua vita pazzesca" nella biografia della sua traduttrice

Un anno senza Luis Sepulveda. Lo scrittore che ci ha messo di fronte alle grandezze e miserie della storia del Novecento, che ha scelto la letteratura per ''dar voce a chi non ha voce''. L'uomo dalle formidabili passioni, l'autore bestseller che si sentiva "cittadino prima che scrittore", ci lasciava il 16 aprile 2020.

Combattente, arrestato due volte e condannato all'esilio durante la dittatura di Pinochet, nemico del neoliberismo, ecologista convinto, Sepulveda, che aveva riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017, ha lottato contro il Coronavirus fino all'ultimo all'Ospedale Universitario di Oviedo, nelle Asturie dove viveva dal 1996, a Gijon, con la moglie Carmen Yáñez, poetessa cilena e grande amore di una vita.  

E Luis Sepulveda guerrigliero, prigioniero politico, giornalista, ecologista, in esilio, bambino solitario che ne stava a pensare dentro a un cesto di vimini usato per il bucato, ragazzo che a 13 anni voleva fare il calciatore e giovane innamorato che regalava caramelle. E' l'uomo e il combattente più che lo scrittore quello a cui Ilide Carmignani, la traduttrice italiana di Sepulveda, restituisce la voce nel libro  'Storia di Luis Sepúlveda e del suo Gatto Zorba'.

A un anno dalla morte di Lucho, come gli amici chiamavano l'autore di 'Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare', la Carmignani si fa straordinaria biografa per raccontare "la vita pazzesca" di uno scrittore amatissimo in Italia dove ha venduto oltre 7 milioni di copie con i suoi libri che venivano sempre pubblicati prima nel nostro Paese, e due milioni con la Gabbianella. "Spero che questo libro sia un ponte per portare i giovani da Lucho, per farglielo conoscere anche come uomo e come bambino, come ragazzo visto che lui non c'è più" dice la Carmignani che ha lavorato per 26 anni con lo scrittore, scomparso a 70 anni, del quale era grande amica.

Prima biografia dello scrittore, diversa da quelle classiche e rigorose, miniera preziosa di aneddoti e storie, il libro vede Sepulveda dialogare con il gatto Diderot, quello della Gabbianella.Piena di dettagli che restituiscono lo sguardo di Lucho che era serio, ma con gli occhi buoni e aveva un "senso dell'umorismo pazzesco", il libro ha anche delle foto indimenticabili che la moglie Carmen ha concesso con grande generosità: "ci tenevo che i ragazzi vedessero Neruda e Allende che si abbracciano, Lucio bambino, il vero Zorba" dice la traduttrice. La biografia si chiude con un breve accenno al ricovero in ospedale per Covid e il ritorno, che nel libro sembra di fantasia e in parte lo è, in Patagonia. "Ma Lucho tornerà davvero ai piedi del Corcovado, porteranno laggiù le sue ceneri non appena sarà finita la pandemia" spiega la Carmignani. 

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