Teatri privati e Anec "Ascoltate la nostra voce"

Incontro con Riccardo Nencini per il futuro del settore

 (ANSA) - ROMA, 27 MAR - Per non stare in silenzio ma neanche per alzare la voce solo attraverso un'iniziativa in streaming così innaturale per lo spettacolo dal ''vivo'', l'Associazione dei teatri privati italiani ha scelto la strada del dialogo per la Giornata Mondiale del teatro ed insieme all'Anec ha chiamato ad un confronto il presidente della commissione cultura del senato Riccardo Nencini per porgli prima di tutto una semplice ma ad oggi pare insormontabile domanda: ''come possiamo fare per farci ascoltare di più?'' A porla con la consueta vitalità e convinzione Massimo Romeo Piparo, presidente Atp (Associazione teatri privati) e cuore pulsante del Teatro Sistina di Roma.
    ''Siamo qui con l'Anec, per una condivisione di intenti nella spinta verso la ripartenza'', dice. Lo spettacolo si rivolge al senatore Nencini perché è stato il promotore nei giorni scorsi della ''Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza'' in ambito culturale, un testo che secondo Piparo ''non prevede solo un sostegno temporaneo ma stendere le basi per una vera ripartenza.
    Non si tratta solo di fondi, infatti servono strumenti fiscali, amministrativi, logistici senza i quali il mondo dell'intrattenimento non ripartirà o lo farà con premesse che faranno chiudere almeno il 50% dopo poco. Teatri e cinema che vogliono diventare più green - spiega ad esempio - non hanno nessuna agevolazione fiscale, iva sui biglietti qui proposta al 4% sarebbe un piccolo punto, il credito d'imposta di cui il cinema per fortuna godono a noi ancora non è dato. Tutto ciò sarebbe da fare immediatamente, ma il nostro ministero di riferimento sembra non darci ascolto. Ci faccia capire in questa giornata Mondiale come possiamo essere ascoltati meglio''. Gli fa eco Mario Lorini, direttore generale dell'Anec, secondo il quale il Piano ''è fondamentale perchè lo spettacolo deve riprendere a 360 gradi. Il valore di socialità siamo noi, nei piccoli borghi soprattutto ma va esteso a tutto il paese. Ci sono però locali - aggiunge Lorini - che chiudono anche in conseguenza di motivazioni diversi. Abbiamo visto il caso dell'Azzurro Scipioni, a volte non sono per niente i motivi della pandemia come accaduto per altre realtà''. Chiede anche Lorini ''iva ridotta al 4% anche sui biglietti d'ingresso agli spettacoli cinematografici, perchè a volte si pensa che il cinema sia il cugino più ricco ma oramai non lo è più, anche con tutto il tema delle piattaforme e dello streaming''.
    Che la situazione non sia facile lo spiega lo stesso senatore Nencini, che parte dalla considerazione che ''il cinema ha sua legge, lo spettacolo no''. ''Ho sollecitato Franceschini che ha spiegato che arriverà quanto prima ma nel frattempo noi ci portiamo avanti. Nel piano di resilienza (io preferirei rinascita) non c'è una riga su spettacolo, cinema e teatri.
    Abbiamo lavorato su una pagina bianca''. E il Piano sarà ora votato la prossima settimana, il primo aprile e sono '''condizioni' non pareri, che ci dicano arrivederci e grazie è più difficile. Inoltre entrando nello specifico gli interventi qualcosa si sta muovendo anche per il recupero e adeguamento dei teatri. Difendo per la prossima settimana questo parere poi bisognerà seguirlo passo passo in attesa anche di una legge su cui spingiamo presentando anche un nostro testo su cui lavorare in attesa di quello del ministro'. (ANSA).
   

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