Cortina e Natale, decorazioni, biscotti e magia San Nicolò

Sindaco, "è festa diversa, abbiamo imparato a essere flessibili'

(ANSA) - CORTINA D'AMPEZZO, 30 NOV - E' un Natale più intimo e raccolto quello di quest'anno a Cortina, ma il fascino delle luci , delle decorazioni e dei dolci tipici è quello di tutti gli inverni. La città ha già acceso le sue luminarie, e il conto alla rovescia per il 25 dicembre inizierà puntuale -  martedì 1 dicembre - con l'apertura della prima finestra sulla facciata del Comun Vecio, in Corso Italia, allestito a calendario dell'Avvento. Verrà scoperta un'immagine della Natività al giorno e si accenderanno le luci natalizie. Cortina e il Natale restano un appuntamento che nemmeno l'emergenza sanitaria può spegnere. Tuttavia l'organizzazione del turismo è messa a dura prova: "E' un Natale sicuramente diverso - dice il sindaco Gianpietro Ghedina - ma noi viviamo di turismo, di economia legata allo sci. Non vogliamo farci trovare impreparati. Abbiamo imparato, purtroppo.a navigare a vista. Ci stiamo preparando comunque al meglio. Bisogna essere flessibili, riuscire a reagire anche all'ultimo momento, verificare se ci sono opportunità. Non è facile, sia per l'organizzazione dell stagione invernale entrante, sia per gli eventi e le manifestazioni sportive che ospiteremo già dalle prossime settimane". "La stagione invernale è molto lunga - conclude Ghedina - ma c'è la consapevolezza che il Natale incide molto, circa il 35% del fatturato viene fatto in questo periodo. Per questo siamo preoccupati degli accadimenti, e delle decisioni, qualche volta difficilmente comprensibili, che potrebbe prendere il Governo".
    La cittadina ampezzana, in ogni caso non si ferma. A scaldare il clima sono le tradizioni più anctiche: come quella attesa dai più piccoli, che molti più di Babbo Natale vede grande protagonista San Nicolò, l'antico vescovo di Myra venerato dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa, il cui culto è esteso da Oriente ad Occidente. E' San Nicolò il vero attore della scena natalizia a Cortina, con le immagini, le filastrocche e le leggende a lui dedicate: come la costruzione delle "navi della gioia", barchette di carta da riempire con biscotti tradizionali e piccoli dolciumi da donare a chi si incontra per strada, per ricordare la leggenda delle navi che trasportavano grano dall'Egitto a Roma e si fermarono a Myra a causa di una tempesta; i capitani delle imbarcazioni, su esortazione del vescovo San Nicolò, vendettero parte del carico al popolo che stava morendo di fame a causa di una carestia.
    La tradizione popolare del Natale prevede, inoltre, a tavola cose semplici come tè, noci, arachidi, pan di zenzero, mandarini. E chi vuole può cimentarsi nella preparazione di dolci e pietanze tipici dell'inverno, come lo Zelten, dolce a base di frutta secca e canditi o il Vov, liquore alla crema d'uovo, le cui ricette si possono consultare sulsito 'www.dolomiti.org/it/cortina/ricette'.
    Vista l'emergenza Covid, non ci sarà quest'anno il tradizionale arrivo in piazza di San Nicolò, a bordo di una carrozza. Il Comune di Cortina, però, ha voluto tener viva la tradizione contribuendo con 1.700 euro alla realizzazione dei tradizionali libricini in lingua ladina, ideati e confezionati dall'Unione dei Ladini d'Ampezzo, che verranno consegnati ai bambini tramite le strutture scolastiche. (ANSA).
   

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