Sanremo: Caccamo, triplete dell'autenticità

Dedico a mio papà. Grazie a Caterina Caselli e Franco Battiato

Se invece di fare il cantautore, avesse scelto di fare il calciatore, avremmo parlato di una splendida "triplete". Perché Giovanni Caccamo, il giovane siciliano sponsorizzato da Franco Battiato e da Fiorello, oltre alla vittoria nella categoria Nuove Proposte, ha fatto man bassa di voti - sempre nella categoria Giovani - anche tra gli addetti ai lavori, portandosi a casa il Premio della Critica Mia Martini e quello della Sala Stampa Radio-tv-web. Per gli altri sette ragazzi in gara non sono rimaste neppure le briciole. A conquistare, oltre al suo elegante brano Ritornerò da te, anche i suoi modi gentili. "Grazie, grazie a tutti", non smette di ripetere, quasi incredulo di quello che sta succedendo attorno a lui. "Spero che abbia vinto l'autenticità. Le persone hanno bisogno di verità, di non sentirsi presi in giro. Quando un progetto nasce per necessità, questa cosa si percepisce", racconta.

"Quando Carlo Conti stava per proclamare il vincitore, le mie gambe tremavano a tal punto che pensavo di cadere. Mi sono riguardato e sembravo un pesce lesso in quel momento. Ancora non sono capace di vivere in maniera serena queste situazioni di stress. Perdonate le mie facce tragicomiche", si scusa, ancora frastornato, causa anche i festeggiamenti durati tutta la notte con gli amici che l'hanno raggiunto a sorpresa. La vittoria, come era immaginabile, l'ha dedicata "al mio papà", scomparso 10 anni fa. Una presenza-assenza forte nella sua vita, che gli ha in qualche modo ispirato il brano. Ma non dimentica di citare, nell'ordine, "Carlo Conti, gli autori, la Sugar e Caterina Caselli, Franco Battiato, mia madre, mia sorella e voi tutti giornalisti. Non ho parole". Qualcuno lo paragona al Raf degli inizi, e lui - che a 24 anni è anche coautore delle musiche del brano di Malika Ayane - lo considera "un complimento, ma utilizzerei la parola all'inglese (rough, ndr) nel senso di provvisorio. In fondo c'è un'evoluzione continua in quello che faccio. Potrei dire di essere un cantautore raf". Nella prima sfida diretta tra i Giovani, Caccamo aveva battuto Serena Brancale, poi Enrico Nigiotti e infine i KuTso. "Lo scontro più duro è stato quello con Nigiotti, perché siamo simili agli occhi 'del consumatore': due ragazzi, due cantautori, entrambi con uno strumento, lui la chitarra io con il piano. Con Serena e con i KuTso invece ero più tranquillo perché i nostri progetti sono molto diversi e in queste situazioni è solo questione di gusto".
    In questi giorni è uscito il suo disco, il primo, "Qui per te".

"Non vedo l'ora di farlo conoscere. Anche se non dimentico l'insegnamento di Battiato: un artista dovrebbe riuscire a ritagliarsi dei momenti per stare con se stesso e rimanere ancorato alla realtà, un filo di seta dagli abissi, che ti garantisce di poter scrivere". E proprio Battiato e Caterina Caselli, "il padre e la madre artistici", "hanno dato valore ai miei sforzi, mi hanno dato la possibilità di essere quello che oggi sono, senza mai dimenticare il sorriso". 

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