Nuccio Ordine, cultura antidoto a utilitarismo

Filosofo inaugura 3 settembre Festival con elogio dell'inutile

    L'umanità ha più bisogno "dei saperi inutili che di quelli utili", ma alla nostra società sembra importare poco o nulla. Lo dice senza mezzi termini il filosofo Nuccio Ordine nell'"elogio dell'arte e della cultura come beni inutili da coltivare" con cui inaugurerà il 3 settembre il Festivaletteratura di Mantova. Un'apertura un po' eccezionale con cui il festival ha voluto festeggiare i suoi diciotto anni.
    "Il Festivaletteratura di Mantova è un momento in cui le persone danno valore a quelle cose che le società ritengono inutili, che facciamo per il puro piacere di godere di qualcosa mentre viviamo in un mondo dove è considerato utile solo ciò che produce profitto" spiega all'ANSA Ordine, autore del libro "Utilità dell'inutile. Manifesto" (Bompiani) diventato un bestseller europeo. Uscito il 20 settembre 2013, il manifesto è arrivato in Italia all'undicesima edizione, alla nona in Spagna e alla sesta in Francia e sono stati venduti i diritti in Cina, Giappone e anche in Turchia.
    "Evidentemente c'è bisogno di riflettere sulle cose utili a nutrire lo spirito e non il conto in banca. Tanto più questo è vero - dice il filosofo - in un momento in cui si sta vivendo una crisi che non è solo economica ma soprattutto morale. Se mettiamo insieme i soldi che la corruzione costa allo Stato (60-70 miliardi all'anno) e quelli che perde per l'evasione fiscale (180 miliardi all'anno) avremo uno dei Pil più alti del mondo e quindi i soldi per raddoppiare o triplicare i finanziamenti per le cose inutili".
    Con aneddoti, esempi concreti, citazioni di autori che hanno tessuto l'elogio dell'inutile, da Théophile Gautier a cui Baudelaire ha dedicato 'I fiori del male' a Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, Nuccio Ordine mostra che "voler tradurre tutto in termini utilitaristici significa impoverire l'individuo ed è un baratro verso cui stiamo correndo". "Alla domanda 'a cosa serve la filosofia?', Aristotele rispose: 'non serve perché non è al servizio di nessuno'. La cultura - continua - serve a insegnare come si diventa un uomo libero, una donna libera, è un antidoto contro la dittatura dell'utilitarismo per tre motivi: con il denaro si può comprare tutto, ma il sapere con i soldi non si compra, è il frutto sempre di una faticosa conquista. E' il prezzo che noi paghiamo nell'imparare che ci dà diritto alla parola". Inoltre, fa notare Ordine, "in ogni scambio commerciale c'è sempre una perdita e un acquisto, mentre la cultura non impoverisce mai, anzi arricchisce".
    In 'Questa è l'acqua' lo scrittore David F. Wallace racconta, ricorda Ordine - "di due pesci giovani che nuotano dentro un acquario. Dall'altra parte arriva un pesce più anziano e chiede: 'ragazzi, com'è l'acqua?' I due continuano a nuotare poi uno dice all'altro: scusa, cos'è l'acqua?. Questo per dire - sottolinea Ordine - che le cose più importanti, essenziali della vita, noi non le conosciamo. L'idea di costruire una personalità, una coscienza critica è la cosa più alta a cui l'uomo deve tendere". E questo, incalza Ordine che sta pensando ad un seguito del suo libro, "vale anche per il campo della scienza. E poi, se fai crescere il livello civile e culturale, il Paese cresce anche economicamente".
    Come si esce da questo circolo vizioso? "Bisogna partire dall'istruzione e dalla formazione delle nuove generazioni. Non c'è una ricetta immediata" conclude il filosofo. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA