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Fighter italiano: 'Non sono un mercenario, combatto per le forze armate ucraine'

La legione internazionale, spiega Kevin Chiappalone, 'è integrata nelle truppe dell'Ucraina. Sono un legittimo combattente'

   "Non sono un mercenario. Sono un militare regolare che sta combattendo per la democrazia. Sin da quando sono giunto in Ucraina, mi sono unito ai ranghi della Legione Internazionale, che è completamente integrata all'interno dell'Esercito Ucraino. Sto servendo perciò sotto le Forze Armate Ucraine e di conseguenza sono un legittimo combattente ai sensi della Convenzione di Ginevra. Ho sentito che è stata avviata un'indagine nei miei confronti, nella quale qualcuno sostiene che io sia un mercenario. Questa interpretazione è contraria al Diritto Internazionale. Sarebbe uno scandalo essere perseguito sotto queste circostanze che rientrano totalmente nella legalità". E' quanto sostiene Kevin Chiappalone, lo studente genovese di 19 anni arruolato in Ucraina e indagato dalla procura di Genova perché ritenuto un mercenario, in un messaggio affidato a Giulia Schiff, altra italiana combattente in Ucraina. 
   

"Sono stato al fronte negli ultimi mesi sotto bombardamenti di artiglieria quotidiani - prosegue Chiappalone nel suo messaggio - siamo stati colpiti da attacchi aerei, droni e peggio ancora. Abbiamo mantenuto le linee del fronte in una guerra contro la tirannia e un attacco alla democrazia non solo per l'Ucraina, ma per il mondo intero, inclusa l'Italia, la mia patria. Non sono qui per altre ragioni se non per aiutare l'Ucraina contro l'invasione russa, che ha conseguenze su tutti noi. Non sono qui per soldi o per interessi personali. Sono qui per fare quello che penso sia giusto fare. Le mie affiliazioni politiche passate sono state tirate in ballo. Mi rendo conto che per un breve lasso di tempo assolutamente non di recente, le mie tendenze politiche sono state influenzate da gruppi con ideologia discutibile". "Voglio sia chiaro - sottolinea Chiappalone - che è un capitolo della mia vita passato, da cui mi dissocio totalmente. Non sono nazista e mi pento di aver dedicato il mio tempo al coinvolgimento con questi gruppi con cui ho interrotto tutti i legami. Ero facilmente impressionabile e ho commesso degli errori. Il mio obiettivo e scopo in Ucraina è difendere la libertà. L'Ucraina e gli ucraini hanno provato il loro coraggio, ma tutti sappiamo che hanno bisogno di aiuto. Se la procura italiana persegue coloro che combattono contro la tirannia, sono senza cuore e favoriscono la Russia"

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