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Droga:12 arresti in tre regioni, sequestro 200mila euro beni

Smantellata organizzazione, tra i 40 pusher anche studenti

(ANSA) - BARI, 13 LUG - La guardia di finanza di Bari ha eseguito in Puglia, Basilicata e Sicilia un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone, 3 in carcere e 9 ai domiciliari, nell'ambito di una indagine coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Bari su una presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Contestualmente agli arresti, i militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 200mila euro.
    Sarebbe stata "una schiera di giovani incensurati insospettabili, studenti e lavoratori" a gestire il traffico e lo spaccio di droga nei Comuni del Sud Est Barese, sotto la regia di Davide Monti, 32enne con precedenti e una lunga storia criminale che gli è valsa in passato il soprannome di 'bambino con la pistola'.
    L'indagine della guardia di finanza di Bari, coordinata dalla pm della Dda Bruna Manganelli con l'aggiunto Francesco Giannella, ha accertato l'esistenza, tra il 2017 e il 2019, di una presunta associazione per delinquere dedita al traffico di cocaina, marijuana e amnesia da Bari ai Comuni di Turi (dove si trovava la sede operativa), Conversano, Putignano, Casamassima, Rutigliano, Bitonto, Noicattaro, Gioia del Colle, Altamura. Le persone arrestate sono 12, tre in carcere - tra i quali Monti e un 27enne con precedenti di Turi, conosciuto come 'McGregor' - e altre 9 ai domiciliari. Tra i presunti componenti del gruppo c'è anche la figlia 29enne di un appartenente alle forze dell'ordine, accusata di essere uno dei corrieri della droga. In totale gli indagati sono 44, quasi tutti giovani incensurati apparentemente lontani dai contesti criminali. Le indagini hanno documentato l'uso di utenze telefoniche dedicate intestate a prestanome o mezzi di comunicazione alternativi, come App di messaggistica istantanea, quali Whatsapp, Facebook, Telegram e chat Playstation. Nelle conversazioni veniva usato anche un linguaggio in codice: "dolci" e "caramelle" per lo stupefacente.
    (ANSA).
   

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