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Scuola, Bianchi: "Nel 2021 assunti 57 mila insegnanti, mai così tanti"

Nel 2022 sono 63mila, entro il 2024 saranno 70 mila

"L'anno scorso abbiamo assunto 57.100 insegnanti, quest'anno 63.000, 70.000 entro il 2024. Questo governo sta facendo un numero di assunzioni mai fatte prima". Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che partecipa all'incontro 'Anteprima scuola' Con il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto, organizzato nell'ambito del Festival Internazionale dell'Economia, al via oggi a Torino. "Capisco la posizione del sindacato sul rinnovo del contratto, per il quale comunque abbiamo messo 300 milioni in più, ma non sulla legge 36", ha aggiunto il ministro. 

"Non si toglie niente alla scuola. Stiamo lavorando per mantenere una scuola funzionante. Tutto questo in presenza di una riduzione drammatica degli studenti e in una situazione che in precedenza aveva bloccato il turn over. Stiamo reintegrando tutte le funzioni", ha sottolineato il ministro dell'Istruzione. "Quindi mantenere il budget è già una conquista, lo stiamo facendo e lo faremo in futuro", ha ribadito Bianchi. 


Quanto ai famosi tagli di organico previsti dal 2027 in avanti, il ministro ha ricordato che "siamo di fronte a un calo di bambini senza precedenti nelle scuole, un milione e 400 mila in meno. Con le vecchie regole questo voleva dire 130 mila insegnanti in meno, stiamo parlando invece di un aggiustamento dell'1% sul corpo insegnante".

I FONDI PER LA SCUOLA DEL PNRR

"Stiamo riportando la scuola - ha sottolineato Bianchi - al centro dell'attenzione, in passato le questioni della scuola venivano considerate marginali. In questo settore stiamo investendo 17,5 miliardi, sono i fondi del Pnrr che stiamo sfruttando fino all'ultimo centesimo: abbiamo già distribuito 10 miliardi per i bandi nelle scuole che se non coprono tutti i bisogni non si erano mai visti prima, 2 miliardi per la digitalizzazione e 5,7 tra formazione degli allievi e recupero degli allievi dispersi". Il ministro ha spiegato che il fenomeno della dispersione è molto diverso nelle diverse aree del Paese "con zone al di sotto della media europea e altre tre volte sopra".

LA QUESTIONE DELLA RIFORMA DEL RECLUTAMENTO

"Il merito lo abbiamo voluto misurare sull'apprendimento, cioè sulla formazione continua, non solo per le materie specifiche che riguardano l'insegnamento, ma anche per le attività aggiuntive che servono a gestire la scuola", ha spiegato il ministro. "Il premio alla formazione è il primo passo per riconoscere il merito. Il famoso 40% non è una lotteria, ma è una lunga conversazione con la Commissione Europea che ci poneva il problema del merito", ha spiegato Bianchi. 

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