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Uccise i genitori: periti divisi sulla seminfermità mentale

Prosegue il processo contro Benno Neumair a Bolzano

(ANSA) - BOLZANO, 05 MAG - Si è svolta in tribunale a Bolzano una delle udienze più importanti nel processo a carico di Benno Neumair, reo confesso dell'omicidio dei suoi genitori, Laura e Peter, e dell'occultamento dei loro cadaveri, gettati nel fiume Isarco il 4 gennaio 2021. Per quel duplice delitto, Benno rischia ora l'ergastolo, a meno che non gli venga concessa una riduzione di pena in virtù della seminfermità mentale.
    Secondo i periti che erano stati incaricati, in incidente probatorio, dal giudice per le indagini preliminari — lo psichiatra Edoardo Mancioppi, lo psicologo Marco Samory e la criminologa Isabella Merzagora — Benno avrebbe avuto una ridotta capacità di volere nel primo omicidio, in quanto il litigio con il padre avrebbe fatto da detonatore rispetto al suo disturbo di personalità di tipo narcisistico ed antisociale. I periti hanno anche aggiunto di ritenere che Benno non sia socialmente pericoloso, in quanto le sue reazioni aggressive si scatenano solo con le persone con cui ha stretti rapporti. Nel secondo omicidio, quello della madre, Benno sarebbe stato invece capace di intendere e di volere.
    Questa perizia è stata però contestata in aula sia dalla Procura che dagli avvocati di parte civile: hanno entrambi evidenziato come la circostanza del litigio tra Benno e suo padre Peter sia stata riferita solo dallo stesso imputato, e tra l'altro solo nel suo secondo interrogatorio mentre nel primo, quando confessò, non ne fece menzione. Non c'è quindi alcuna prova certa che ci fu un litigio tra i due. I periti danno credito alla versione di Benno - hanno osservato i pm e gli avvocati di parte civile - pur essendo loro stessi a riconoscere il fatto che l'imputato sia abituato a mentire. In aula sono stati poi sentiti i periti della Procura - gli psichiatri e psicologi Ilaria Rossetto, Stefano Zago e Renato Ariatti -i quali hanno spiegato di ritenere Benno capace di intendere e di volere in entrambi i delitti, visto che i suoi disturbi di personalità non sono così gravi da ipotizzare un'incapacità di intendere e di volere. Prossima udienza il 17 maggio. (ANSA).
   

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