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Orlando: 'Riflettere sulla scelta della Germania sulla cannabis'

Lamorgese, aumenta uso cocaina e droghe sintetiche

"Nel momento in cui una parte non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile dell'Italia, come la Germania, sembra cambiare profondamente linea su questo fronte, credo che sia inevitabile che una qualche riflessione la si faccia anche nel nostro Paese". Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando a Genova alla VI Conferenza nazionale sulle dipendenze riferendosi all'annunciata legalizzazione della cannabis in Germania. "Anche perché quella scelta determinerà dei riflessi che riguarderanno il nostro Paese, lo si voglia o meno nell'ambito di un mercato unico con le frontiere aperte", ha detto il ministro.

"Rispetto al 2019, si è registrato nel 2020 un incremento di circa l'8% di sequestri droga. Tuttavia rispetto al biennio 2017 e 2018, quando i sequestri arrivavano a 120 tonnellate di stupefacenti, si è rilevata una tendenza a riduzione stimata in 70 tonnellate. I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, ad eccezione della cocaina, delle droghe sintetiche e della cannabis. Nel 2020 c'è stato un record assoluto nei sequestri di cocaina, ne sono state sequestrate quasi 13 tonnellate, un quantitativo mai raggiunto in precedenza. Riguardo alle droghe sintetiche il dato dei sequestri è del +13,9%". Così il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese alla VI Conferenza Nazionale sulle dipendenze a Genova. Lamorgese ha anche citato uno studio del Cnr sulla diffusione di droghe e alcol in Italia ha evidenziato che nei ragazzi tra i 15 e 19 anni di età il 19% ha assunto sostanze psicoattive illegali. Per il ministro "decisamente elevata è anche l'incidenza assunzione delle droghe nell' infortunistica stradale. Negli ultimi 6 anni la polizia stradale ha effettuato controlli su oltre 7mila conducenti e più del 10% sono stati sanzionati per guida sotto effetto di stupefacenti".

"Dico con chiarezza che faccio parte di un pensiero, di una corrente culturale, che non solo è contraria a qualsiasi forma di legalizzazione di ogni tipo di sostanza stupefacente, ma sono anche convinta che non esista una libertà di drogarsi ma che l'azione dello Stato possa e debba concentrarsi soltanto sulla liberazione dalla droga". Così il ministro per le Autonomie, Maria Stella Gelmini, alla VI Conferenza Nazionale sulle dipendenze a Genova, accolta in questo suo passaggio da qualche applauso, la quale ha anche ribadito che "all'interno del Governo ci sono su questo tema sensibilità diverse".

"Il ruolo del ministero nel coinvolgimento della produzione di cannabis a fine medico è attività agricola che sta dando importanti risultati. Siamo disponibili a collaborare con il Ministero della Salute. Obiettivo condiviso è di continuare con la produzione di cannabis a uso medico". Lo ha detto Stefano Patuanelli, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali intervenendo alla VI Conferenza nazionale sulle dipendenze - 'Oltre le fragilità'. "Il pregiudizio - ha continuato il ministro - non consente di capire chi è soggetto a dipendenze, ora serve un approccio costruttivo. Il periodo storico è quello dello sconvolgimento per il Covid e ha messo in evidenza come le fratture sociali dicono che solo il lavoro comune può affrontare e risolvere. Le fragilità possono essere un elemento prodromico a dipendenze, all'alcol, al web, al gioco d'azzardo. Ma affrontiamo questi argomenti senza pregiudizio. Il reinserimento normale in società è quello che i nostri ragazzi con dipendenze chiedono".

La scelta di liberalizzare la cannabis operata dal nuovo governo tedesco "è una scelta che l'Italia dovrebbe valutare ma bisogna riuscire a raggiungere la maggioranza al Parlamento. E' questo il punto delicato". Lo ha detto il ministro alle politiche giovanili Fabiana Dadone oggi a Genova a margone della partecipazione alla VI conferenza nazionale sulle dipendenze. "Il potere su quel fronte spetta alla competenza parlamentare - ha detto -, il governo deve fare un lavoro istruttorio, e lo dico con estrema umiltà, pecrhé il governo possa prendere la decisione giusta".

Per Fabiana Dadone, ministra per le Politiche giovanili del governo Draghi con delega alle politiche antidroga, "la produzione" di cannabis terapeutica "non è sufficiente, non tutti i medici la prescrivono, non tutte le Asl la rimborsano e questo è grave. Sulla cannabis medica sembrano tutti d'accordo poi appena spunta la parola infiorescenza scatta l'allarme - dice alla Repubblica -. Ci si divide tra pro e contro ma si dimenticano i malati". Quanto alla cannabis per uso ludico risponde: "La mia posizione è nota, ho sottoscritto una proposta di legge nella passata legislatura sulla coltivazione e l'uso personale. E sul referendum, sposando io gli strumenti della democrazia diretta, credo sia un modo da parte del Paese di accendere un faro su un argomento che nei Palazzi è fuori dal dibattito ma fuori è molto sentito". La ministra parla della convocazione, dopo 12 anni di assenza, della Conferenza nazionale di Genova sulle dipendenze: "Andrebbe chiesto ai miei predecessori perché la Conferenza non sia stata convocata così a lungo... ", "una riforma deve arrivare perché su molti fronti non risponde più alle esigenze attuali". Anche con il Covid "il mercato della droga è l'unico che non si è mai fermato", afferma. Quali sono le emergenze da affrontare oggi? "Tra i giovani dilagano le nuove sostanze psicoattive. Quel che deve spingerci però non è solo tracciare le sostanze e sequestrarle ma colmare il disagio che c'è dietro", risponde.

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