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Oltre 2 milioni di terze dosi in Italia. Speranza, accelerare

Gb anticipa richiamo a 5 mesi.In Italia 6.764 contagi in 24 ore

Superate in Italia i due milioni di terze dosi somministrate ma serve accelerare con i richiami. In una fase, come sottolinea lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, "di recrudescenza del virus come quella a cui stiamo assistendo a livello europeo". L'Italia in questo momento gode di un qualche vantaggio rispetto ad altri Paesi e prosegue sulla strategia tracciata, con una campagna vaccinale di "successo", vicina al 90% di prime dosi, con il Green pass e le misure di prevenzione e sicurezza come mascherine e distanziamento. "Grazie alle misure e adesso ai vaccini - dice il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza - abbiamo evitato la grande ondata, quella che avrebbe saturato gli ospedali, li avrebbe congestionati, avrebbe fatto molti morti non solo a causa del Covid direttamente", intervenuto al Festival della Scienza medica a Bologna.
La variante Delta ha sicuramente complicato le cose in questi mesi di campagna vaccinale con la sua aumentata contagiosità. Da qui la necessità, e lo ribadiscono gli esperti, da Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, al presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, che hanno partecipato al XIX Convegno nazionale di diritto sanitario alla Cattolica a Milano, di continuare a tenere a bada la circolazione del virus. E l'Italia resta bianca. Le intensive e i ricoveri in area medica, anche se il tasso nazionale sale al 4% e al 5,3% sono lontani dalle soglie critiche del 10 e del 15 per cento di occupazione anche se l'incidenza in 13 Regioni è sopra soglia critica di 50 ogni 100mila abitanti con i valori più alti nella PA di Bolzano con 189 e in Friuli Venezia Giulia con 139,6.
Oltremanica, la Gran Bretagna vede la svolta: accorcia il periodo del richiamo, da 6 a 5 mesi, per gli over 50, per renderla più spedita e mitigare la progressiva riduzione dell'immunità, e guarda con entusiasmo all'arrivo dell'antivirale in pillola della Merck. Per la terza dose gli anglosassoni si avviano ai 10 milioni di somministrazioni e registrano una accelerazione della discesa graduale di contagi (30.000 casi, 3.500 meno di ieri, su 900mila tamponi), altri 400.000 vaccini all'attivo, e un calo dei morti (a 155 contro i 193 di ieri e i 214 del giorno prima). Il numero uno della sanità inglese Stephen Powis dice: "Abbiamo retto all'urto".
Un quadro in cui, anche in Italia si guarda all'antivirale e si attende l'ok da Ema e da Aifa sulla vaccinazione per la fascia 5-11 anni. Per i vaccini, la loro efficacia "resta elevata" contro decessi e ricoveri, mentre la Delta ne ha diminuito la protezione dall'infezione. Secondo l'Istituto superiore di sanità, efficaci al 91% nel prevenire l'ospedalizzazione, al 95% per il ricovero in terapia intensiva, e al 91% per i decessi, con variante delta prevalente, mentre l'efficacia di prevenzione dall'infezione è al 75% con la variante Delta rispetto all'89% durante la fase epidemica con variante alfa prevalente. È sempre nei non vaccinati la maggiore incidenza dei casi.
Specchio della situazione sono i dati quotidiani con 6.764 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, con un calo dei decessi, 31 in 24 ore contro i 51 registrati nel bollettino di venerdì. In lieve calo i ricoveri gravi, con 392 i pazienti in terapia intensiva, tre in meno rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 23 (ieri 37). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.173, ovvero 49 in più rispetto a venerdì.
Gli attualmente positivi al Covid in Italia sono 93.693, 3.337 in più nelle ultime 24 ore. Il tasso di positività è all'1,37%, in leggero aumento rispetto all'1,2% di venerdì, mentre sono 491.962 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia.
L'obiettivo dell'Italia, ha quindi sottolineato Rezza, è quello, attraverso il Green pass, di tenere aperte tutte le attività, in cui ci può essere maggiore affollamento, dai ristoranti, ai caffè, dalle palestre agli hotel, "diminuendo il rischio che avvengano e si manifestino focolai all'interno di queste strutture". 

Nella lotta al Covid, a sei mesi dalla seconda dose è "opportuno favorire la terza per la platea più larga possibile", afferma il ministro della Salute Roberto Speranza a colloquio con il Corriere della Sera. A vaccinare sotto i 30 anni "ci arriveremo", dice il ministro, per il quale "già somministrare la terza dose sopra i 40 o 50 anni sarebbe un passo importante". Speranza invita ancora una volta alla cautela. Se da un lato in Italia "i numeri dell'epidemia e dei vaccinati sono oggettivamente migliori", bisogna comunque "restare con i piedi per terra, perché in tutta Europa la situazione è seria, l'onda del Covid è ancora alta". La protezione data dai vaccini per il ministro è evidente, e fa l'esempio della Romania che, "con meno di 20 milioni di abitanti e solo il 30% di vaccinati, fa 600 morti al giorno". Con la vaccinazione della fascia 5-11 anni, l'auspicio di Speranza è di partire a "dicembre", ovvero "non appena l'Ema avrà approvato il vaccino e l'Aifa avrà dato il via libera per l'Italia". L'obiettivo è "arrivare al 50%" di copertura vaccinale per i più piccoli. L'inverno si avvicina, e con esso i rischi dello stare al chiuso. "Sarà un Natale come gli altri prima del Covid", dichiara il ministro, "se i reparti ospedalieri tengono". In quel caso non scatteranno misure. "Se invece i ricoveri salgono - precisa - scatteranno le misure nei territori, in base al sistema dei colori". E a chi sta pianificando vacanze all'estero per le festività, il ministro dice: "Sono per le vacanze in Italia".

   

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