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Carceri, durante pandemia 29 detenuti laureati, 1.034 iscritti

Ventuno degli studenti sono al 41 bis, 355 in alta sicurezza. Tasse agevolate e libri on line per favorire gli studi

   La pandemia non ha fermato gli studi universitari nelle carceri. Più di mille gli iscritti nell'anno accademico 2020-2021, anche detenuti in regime di alta sicurezza o al 41 bis. E una trentina di loro ha tagliato il traguardo della laurea.
    Secondo i dati di un monitoraggio della Conferenza Nazionale Universitaria Poli Penitenziari (CNUPP) e contenuti in un articolo di Gnewsonline, quotidiano telematico del ministero della Giustizia, sono esattamente 1.034 gli studenti universitari iscritti (970 uomini e 64 donne) ai corsi organizzati da 32 Università e che coinvolgono 146 Dipartimenti: 925 sono detenuti in 82 istituti penitenziari e 109 sono invece impegnati nel lavoro esterno o in esecuzione penale esterna. Fra gli studenti detenuti, 355 sono in regime di alta sicurezza e 21 sottoposti al 41 bis, il "carcere duro" per i reati più gravi, a partire da mafia e terrorismo.
    Per quanto riguarda i laureati sono in tutto 29: 23 hanno concluso un corso triennale, 6 un corso magistrale o a ciclo unico. Sono i corsi triennali i più gettonati: li ha scelti l'87% degli iscritti (897 studenti detenuti), mentre il 13% (137) ha preferito invece i corsi più lunghi.
    "Fra tutte le aree del trattamento dei detenuti, il settore della formazione universitaria è quello che ha resistito meglio all'impatto della pandemia" sottolinea con soddisfazione Gianfranco De Gesu, direttore generale dei detenuti al Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
    E i numeri sono destinati a salire, sottolinea l'articolo, sia per la ripresa dei corsi in presenza all'interno degli istituti sia soprattutto per effetto delle linee guida, elaborate da Dap e Cnupp e inviate agli istituti penitenziari, per migliorare la collaborazione fra carcere e Università e garantire ai detenuti in maniera più efficace il diritto allo studio. 

   Tasse agevolate per favorire l'iscrizione universitaria dei detenuti; attività didattiche, di tutoraggio e di sostegno anche a distanza nelle carceri; e la fornitura di libri e materiali didattici, in stampa e in formato digitale. Si parla anche di questo nelle linee guida elaborate dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e della Conferenza Nazionale Universitaria dei Poli Penitenziari e a cui dovranno uniformarsi le convenzioni o i protocolli d'intesa che saranno sottoscritti fra atenei e direzioni degli istituti. Come riferisce un articolo pubblicato da Gnewsonline, il quotidiano telematico del ministero della Giustizia, sono previsti anche una serie di impegni a carico delle singole università aderenti alla Cnupp e del Dap. Per agevolare gli studi, il Dipartimento favorirà il trasferimento di studenti detenuti oppure prolungherà sino alla fine del corso la permanenza nell'istituto dove il percorso formativo ha avuto inizio, salve improrogabili esigenze di sicurezza. Nei penitenziari con numerosi studenti iscritti a corsi universitari a condizione che la situazione logistico-strutturale lo consenta, saranno inoltre costituite una o più sezioni destinate a ospitarli, dove possibile, anche in stanze di pernottamento individuali o da condividere con altri studenti detenuti. Sarà inoltre implementata la connessione all'interno delle carceri, per agevolare i contatti fra studenti e docenti o tutor, ma anche lo svolgimento in modalità digitale di lezioni, esami, colloqui di orientamento, incontri di preparazione e pratiche amministrative.

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