• Covid, la Valle d'Aosta sarà rossa, Sardegna passa in arancione

Covid, la Valle d'Aosta sarà rossa, Sardegna passa in arancione

Il ministro della Salute Roberto Speranza firma le nuove ordinanze che andranno in vigore dal 3 maggio

Valle d'Aosta rossa da oggi. Arancioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. 

Primo weekend festivo in "semi-libertà". Da lunedì scorso le piazze e le strade delle grandi città, almeno quelle in zona gialla, sono tornate a brulicare di persone, ma da domani, 1 maggio, ci si aspetta il tutto esaurito tra mete turistiche e culturali del Paese, con la speranza di ristoratori ed operatori di provare a raddrizzare una stagione fin qui drammatica. Un piccolo passo che potrebbe segnare l'inizio di un nuovo corso, segnato dal record di 508 mila vaccini somministrati in 24 ore. Un dato che - assicurano gli esperti - andrà ad incidere col tempo sulla curva dei contagi che ancora oggi ha fatto segnare oltre 13 mila nuovi casi e 263 vittime. Il weekend del primo maggio segnerà un test importante in vista anche delle tanto agognate ferie estive, con la consapevolezza quest'anno di non ripetere gli errori del 2020. Per 47 milioni di italiani (tanti sono in zona gialla) ci sarà la possibilità di andare a pranzo e cena al ristorante ma anche di visitare musei, teatri e cinema, che - lentamente - stanno cominciando a ritrovare il proprio pubblico. Sarà consentito, inoltre, lo spostamento tra regioni anche di colore diverso, muniti però del cosiddetto green pass, il documento che certifica l'avvenuta vaccinazione o, eventualmente, la negatività al tampone nelle 48 ore precedenti il viaggio.

Ma non sarà comunque un "liberi tutti", come ricordano molti amministratori locali che continuano a lanciare appelli alla responsabilità. Proprio da domani saranno intensificati i controlli delle forze dell'ordine non solo su strade e autostrade ma anche nei potenziali luoghi di assembramento come litorali, spiagge o piazze della movida. Solo nelle ultime 24 ore sono state controllate quasi 90 mila persone, con 976 sanzioni e 20 denunce. Chiuse anche dodici attività che non rispettavano le restrizioni.

Le regioni che dovranno ancora aspettare per l'allentamento delle restrizioni sono, invece, quelle in zona rossa, la Sardegna, e quelle in zona arancione, vale a dire Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta. E la situazione non cambierà neanche la prossima settimana, quando le uniche modifiche sono quelle di Sardegna e Valle d'Aosta che si "scambiano" i colori diventando la prima arancione e la seconda rossa. Pronta la zona rossa per la zona di Bella Farnia, a Sabaudia, in provincia di Latina dove ieri, nel corso di uno screening organizzato dalla Asl, è stata rilevata la positività di 80 cittadini indiani su un totale di 550 tamponi effettuati. "Dobbiamo garantire di limitare al massimo i flussi e, comunque chi arriva faccia la quarantena, anche se negativo al tampone, in luoghi separati, sono stati attivati gli hotel. Chiaramente non si potrà fare se i numeri sono grossi, vanno limitati". Lo dice il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ospite di Mattino 5, su Canale 5, in riferimento agli arrivi dall'India. "La preoccupazione è la stessa di tutti quei Paesi dove ci sono stati altissimi tassi di contagio - afferma -. Ora c'è una buona collaborazione, le indicazioni del governo sono chiare" e "il filtro dell'altra sera a Fiumicino ha funzionato".

"In molti paesi europei c'è una curva in crescita, mentre in Italia c'è una decrescita ma sempre lenta della curva. Per quantoi riguarda l'incidenza riportiano due flussi: quelli Iss, che vede una decrescita a domenica scorsa ed è pari a 146 contro 157 della settimana precedente. Il flusso del ministero a ieri sera indica l'incidenza a 148 per 100mila abitanti contro 159 della scorsa settimana". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia.

"Decresce l'età mediana dei casi di Covid-19 in Italia - ha aggiunto - collocandosi a 42 anni. E calano i casi nelle varie fasce d'età, prova indiretta dell'efficacia della vaccinazione, così come calano i casi tra gli operatori sanitari".

"Il quadro complessivo - sottolinea Brusaferro -resta ancora di un livello impegnativo nonostante una diminuzione dei nuovi casi. Tre regioni hanno un Rt maggiore di 1 e anche se l'incidenza è in diminuzione resta ancora elevata. Quindi occorrono misure di mitigazione".

LA CONFERENZA STAMPA DELLA CABINA DI REGIA

 

"La variante inglese è ormai la variante di base nel nostro Paese. Nell'ultima indagine rapida sulle varianti dell'Iss sono stati sequenziati oltre 2000 campioni: nel 92% dei casi è stata evidenziata la variante inglese, che ha sostituito il virus iniziale ed è prevalente, e la brasiliana è al 4,5%. Un caso di variante indiana è stata riportata dal Veneto". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di Regia. Quindi, ha detto, è "importante continuare ad abbassare l'incidenza per contenere i casi". Il virus, ha aggiunto, "muta continuamente ma non tutte le mutazioni sono di interesse e ci devono preoccupare. Diventano preoccupanti quando c'è un aumento di trasmissibilità o virulenza".

ALLARME VARIANTI- In Italia la 'variante inglese' è pari al 91,6% dei casi, mentre quella 'brasiliana' riguarda il 4,5%. Lo evidenzia la nuova indagine rapida condotta dall'Iss e dal Ministero della Salute. Al 15 aprile scorso la prevalenza della 'variante inglese' (B.1.1.7) del virus Sars-CoV-2 era dunque del 91,6%, in crescita rispetto all'86,7% del 18 marzo, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 77,8% e il 100%. Per quella 'brasiliana' (P.1) la prevalenza era del 4,5% (0%-18,3%, mentre era il 4,0% nella scorsa survey del 18 marzo). Al 15 aprile scorso le altre varianti del virus SarsCov2 monitorate in Italia sono sotto lo 0,5%, con un singolo caso della cosiddetta 'variante indiana' (B.1.617.2) e 11 di quella 'nigeriana' (B.1.525). La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall'Istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler.

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