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Vaccini, Regioni spingono per recuperare tempo

Corso per i farmacisti. Bergamo, primo step produzione nazionale

Dopo 95 ore di sospensione e quasi 300 mila vaccinazioni cancellate (stima sulla media del periodo), l'Italia da oggi proverà a recuperare il terreno perduto per lo stop ad Astrazeneca e a prendere finalmente la rincorsa per la campagna di somministrazione di massa che dovrebbe decollare ad aprile. 

Le Regioni - alcune delle quali sono intanto pronte a usare gli anticorpi monoclonali per la cura del Covid - scaldano i motori della macchina rimasta ferma, specie quelle come il Lazio dove la campagna stava procedendo a buon ritmo. E richiamano con sms i prenotati messi in stand-by. "Ora non si perda altro tempo", dice l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato. In Piemonte scendono in campo anche le strutture sanitarie private, che secondo il governatore Alberto Cirio "consentiranno almeno 3.500 vaccinazioni in più al giorno. E intendiamo raggiungere le 20 mila al giorno", coinvolgendo anche i medici di base. "Mi vaccinerò con AstraZeneca", annuncia il governatore ligure Giovanni Toti.

In Sardegna, invece, unica zona bianca e che dovrebbe approfittare della bonaccia per vaccinare a tappeto - mentre invece è tra le ultime - il presidente Christian Solinas si dice pronto "a investire i fondi della Regione per acquistare i vaccini e immunizzare tutti i sardi" prima dell'estate. Il governatore, "purché le procedure di acquisto siano seguite dal commissario" all'emergenza, dice a Francesco Figliuolo "fateci avere le dosi e noi siamo in grado di mettere in campo tutto ciò che serve per vaccinare".

Le fiale nei prossimi giorni non dovrebbero mancare. E' atteso un carico consistente di Pfizer, se la sola Campania ne riceverà lunedì 120 mila, come ha annunciato ieri, a fronte di una media di 49 mila a settimana nell'ultimo mese. Quanto ad AstraZeneca ci sono già almeno 200 mila dosi nei frigoriferi in tutta Italia e il commissariato all'emergenza stima di poter recuperare in due settimane l'arretrato accumulato in quasi 4 giorni di stop. Entro fine marzo saranno disponibili 6,4 milioni di dosi, di cui 1,6 milioni in frigo e 4,8 milioni in arrivo.

Per tentare di rimontare il 'gap' si vaccinerà anche con turni serali e il sabato e la domenica pure nelle regioni che non lo facevano. I farmacisti faranno un corso per essere formati alla vaccinazione: nel decreto Sostegni dovrebbe esserci una norma per consentire la somministrazione nelle farmacie. Sono 5.174 i professionisti già abilitati, altri 2.800 stanno completando l'addestramento.

In Italia ci sono circa 5 milioni di vaccinati con almeno una dose, di cui oltre 2,2 milioni anche con richiamo, il 3,5% della popolazione. 

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