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  • Balenottera morta in porto Sorrento, la carcassa è risalita in superficie

Balenottera morta in porto Sorrento, la carcassa è risalita in superficie

Intanto si cerca il cucciolo ripreso da un video mentre si dimenava sbattendo la testa contro la banchina

Emoziona ed interroga la comunità scientifica la vicenda, che ha tutti i contorni del giallo, di una balenottera trovata morta nel porto di Sorrento e di un suo cucciolo. Potrebbe essere stato quest'ultimo, disorientato e affamato, ad essere stato ripreso in un video mentre si dimenava sbattendo violentemente la testa contro la banchina di Marina Grande della famosa località turistica, per poi far perdere le sue tracce. Ma la presenza del piccolo è solo un'ipotesi e il giallo rimane. Il video, girato con un cellulare da Francesco Pane detto 'Il Capitano', un cameriere di lungo corso di uno dei bar più noti di Sorrento, è poi diventato virale sui social.

Intanto la carcassa della balenottera è risalita in superfice. Sul posto gli uomini della Guardia Costiera. Presente anche il Parco Marino di Punta Campanella che ha lanciato la notizia attraverso i suoi canali social.

"È più che fondata l'ipotesi che la balenottera trovata morta sia la madre del piccolo individuato e ripreso nel video diventato virale, il che spiegherebbe anche il disorientamento dell'animale -  afferma la cetologa Barbara Mussi, presidente di Oceanomare Delphis, che ha in questi giorni avviato una campagna di monitoraggio invernale dei cetacei nel golfo di Napoli con il sostegno dell'area marina protetta Regno di Nettuno di Ischia e Procida -. Sappiamo - aggiunge - che le balenottere frequentano quest'area, spingendosi anche sotto costa. Sulle cause della morte, attendiamo gli esami autoptici, auspicando che lo stato di decomposizione dell'animale consenta gli approfondimenti necessari". La conferma che nel porto di Sorrento ci fosse anche un esemplare di balena più piccolo è arrivata anche con una nota ufficiale della Guardia Costiera del comando di Castellammare di Stabia. "Le immagini riprese dagli operatori subacquei della Guardia Costiera - si legge nella nota - non sembrano compatibili con l’esemplare avvistato in superficie il giorno precedente che si riferivano probabilmente ad un esemplare più giovane, rispetto a quello rinvenuto privo di vita sul fondale del porto".

"Quella ritrovata morta nei fondali del porto di Sorrento, a circa 15 metri di profondità, è una balenottera comune" riferisce Sandro Mazzariol dell'Università di Padova, referente del Cert (Cetacean stranding Emergency Response Team) che rappresenta il coordinamento centrale riconosciuto a livello ministeriale nei casi di interventi su grossi cetacei. "Ora gli Enti locali - spiega Mazzariol - stanno cercando di capire come gestire la carcassa per un eventuale ed auspicabile esame autoptico che potrà accertare le cause del decesso. Ma non è semplice: il mammifero pesa intorno ai 35-38 quintali". L'esperto commenta poi le immagini del video in cui si vede, sempre nel porto di Sorrento, una balenottera dimenarsi sotto gli occhi esterrefatti dei passanti. "Avevo già osservato comportamenti in altri eventi simili in cui alcuni esemplari si sono infilati in grotte o porti. In quei casi, la causa di questo dimenarsi potrebbe essere imputabile a un virus simile al morbillo che colpisce questi grossi mammiferi e che, nel Mediterraneo, circola da fine anni 80. È un problema che riguarda tutte le 8 specie di cetacei nel Mediterraneo e che ha creato seri problemi soprattutto ai capodogli nel 2019: in pochi mesi, tra maggio e luglio nel Mediterraneo (dove vivono un migliaio di questi esemplari) ne sono morti 26 a causa del virus". Nel caso in cui, cosa che il professor Mazzariol tende ad escludere, quello nel video fosse il cucciolo della balena trovata morta, il suo comportamento convulsivo potrebbe essere stato dettato da disorientamento e difficoltà ad alimentarsi.

"È un evento triste che ha toccato tutta la comunità locale - afferma il presidente dell'Area marina protetta Punta Campanella, Lucio Cacace -. Questo dimostra come la sensibilità ambientale sia in crescita. Ma è, purtroppo un evento naturale e molto spesso c'è poco da fare. I cetacei, per fortuna, nel nostro mare sono presenti. Noi dobbiamo cercare di tutelarli e rendere il loro habitat più pulito e sano possibile. Con LifeDelfi, progetto coordinato dal Cnr Irbim e finanziato dalla Commissione europea, cerchiamo di farlo per i delfini". 

( martino.iannone@ansa.it 

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