Scuola: ritorno in ordine sparso. La mappa delle ripartenze

Per le superiori il governo indica la data dell'11 gennaio

Riaprono, dopo la pausa natalizia, gli istituti per 5 milioni di studenti dell'infanzia, delle elementari e delle medie ma sulla scuola imperversa ancora la battaglia, e a casa - dove sono già da settimane con la didattica a distanza - rimangono i ragazzi delle scuole superiori.

Anita e Lisa tornano in classe, non vedevamo l'ora

La scaramuccia a Napoli, finita a colpi di ombrello, fra genitori pro e contro la Dad, è un po' l'immagine del clima di tensione attorno al tema scuola. Da Cremona a Salerno studenti, famiglie e docenti hanno protestato contro Governo e Regioni per lo slittamento del ritorno in classe delle superiori. E una via per proteggere dai focolai l'anno scolastico può essere il vaccino per il Covid, secondo alcune Regioni che hanno sollecitato il Governo a inserire docenti e studenti almeno nella fase 2 della campagna, rivolta invece agli over 80 da febbraio. Lo hanno fatto il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, e lo hanno fatto anche dalle Marche, sulla falsariga dell'idea avanzata ieri dal leader di Iv, Matteo Renzi. I docenti di medie e superiori sono oltre 400mila, e si superano i 735mila contando la scuola dell'infanzia e le elementari, senza dimenticare il personale Ata. 

LA MAPPA DELLE RIAPERTURE

Anche secondo l'epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, "vaccinarli in estate avrà poco senso, visto che i risultati si avrebbero nell'anno scolastico 2021-22 quando, si spera, le ondate pandemiche saranno solo un brutto ricordo". Fra chi predica estrema cautela c'è poi il professor Andrea Crisanti: "Si riaprono di nuovo le scuole al buio. Credo sia inaccettabile che dopo quattro mesi dall'implementazione delle misure di contenimento ancora non abbiamo dati per capire se hanno funzionato o meno".

In Trentino Alto Adige, dopo oltre due mesi, anche le superiori hanno accolto i ragazzi per lezioni al 50% in presenza, come succederà da lunedì in Lazio, Abruzzo, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Sicilia, Valle d'Aosta e forse in Basilicata, sempre salvo cambi di rotta alla luce dei monitoraggi previsti nel fine settimana sugli indici regionali di contagio. Le altre Regioni si muovono in ordine sparso finendo, assieme al Governo, nel mirino di studenti, docenti e genitori del comitato Priorità alla scuola, che chiedono quanto prima lezioni in presenza e in sicurezza, accantonando la Dad. Uno slogan ripetuto nei sit-in andati in scena a Firenze, Roma (anche davanti al ministero dell'Istruzione), Bologna, Torino, Milano, Napoli, Faenza, Mantova (c'era un solo studente, domani è previsto un corteo con duecento persone), Salerno, Massa Carrara, Modena, Pontedera, Prato, Pisa, Cremona, Brescia, Treviso e Padova.

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