La notte in cui è morto Willy picchiato selvaggiamente

L'ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per i fratelli Bianchi ricostruisce la serata minuto per minuto

(ANSA) - ROMA, 09 SET -  "Due di loro saltavano sopra il corpo di Willy in terra e gia' inerme". L'ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per i fratelli Bianchi e per Mario Pincarelli e i domiciliari per Francesco Belleggia ripercorre, minuto per minuto, l'aggressione mortale contro Willy Monteiro Duarte avvenuta tra sabato e domenica scorsi a Colleferro. Le parole dei testimoni sembrano incastrare gli arrestati, raccontano la furia del branco che prima atterra il giovane con un calcio al petto e poi lo massacra di calci e pugni, senza curarsi - scrive lo stesso giudice - della vicinanza alla stazione dei carabinieri e della presenza di decine e decine di ragazzi impietriti di fronte alla violenza.

I testimoni descrivono gli aggressori, riconoscono i loro tatuaggi e li individuano sulle fotografie mostrate dagli investigatori. Mentre gli aggressori, davanti al giudice, continuano a minimizzare spiegando di aver solo spinto la vittima ed un suo amico e di non averli picchiati. "Qualcuno mi urlava che il mio amico Willy, coinvolto nel parapiglia, si trovava steso a terra ed io, facendomi spazio tra la gente, in effetti notavo Willy a terra sul marciapiede preso da spasmi tipo delle convulsioni", le parole di un testimone. A pesare, pero' , sono anche le parole del quarto arrestato, Francesco Belleggia, successivamente minacciato dai gemelli a tenere la bocca chiusa su quanto avvenuto. "Marco Bianchi - dice al giudice - va verso Willy e gli tira un calcio e lui cade all'indietro, Gabriele Bianchi picchia l'amico di Willy...Willy era a poca distanza, Marco Bianchi gli sferra un calcio sul petto diretto, Willy cade indietro sulla macchina e Gabriele Bianchi si dirige verso l'amico di Willy picchiandolo".

Nelle 12 pagine dell'ordinanza, il giudice - che riconosce la sussistenza i "futili motivi" dell'omicidio - ricostruisce i momenti salienti della lite. Secondo quanto si legge, tutto sarebbe nato da "inopportuni apprezzamenti" di Pincarelli, che era in compagnia di Belleggia, ad alcune ragazze nella zona della movida di Colleferro. All'arrivo degli amici delle giovani nasce un diverbio poi sfociato con uno spintone di Belleggia ad un ragazzo che cade dalle scale. Willy riconosce nel ragazzo caduto un suo amico e interviene per chiedere se avesse bisogno di aiuto. A questo punto, si legge nell'ordinanza, arrivano a tutta velocita' su un suv i fratelli Bianchi, allertati da un amico, come loro stessi confermano durante l'interrogatorio.

"Iniziavano a picchiare selvaggiamente qualsiasi persona che era presente sul posto", raccontano i testimoni. "Non e' dubbio che all'aggressione fisica a causa della quale Willy Duarte Monteiro
perdeva la vita - specifica il gip - partecipava anche il PIncarelli, che infatti viene indicato quale concorrente del fatto delittuoso non solo dal Belleggia", ma anche da altri testimoni. "Ricordo l'immagine di Willy steso a terra, circondato da quattro o cinque ragazzi che lo colpivano violentemente con calci e pugni - il racconto di un amico, anche lui picchiato -. Non riesco a quantificare il tempo dell'aggressione ma posso solo dire che la violenza dei colpi subiti da me e Willy era inaudita". Chi fugge, chi guarda. Una spirale di orrore e anche omerta' . Nessuno chiama le forze
dell'ordine, In pochi tentano di rianimare Willy ma invano. Gli aggressori sono gia' fuggiti. A bere un caffe' in un bar mentre Willy moriva.
   

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