I migranti positivi trasferiti da Amantea al Celio di Roma

Vigilanza rafforzata sulle strutture di accoglienza. Riunione dei ministri in mattinata a Palazzo Chigi

Saranno trasferiti nel pomeriggio all'ospedale militare Celio di Roma i 13 migranti positivi al Covid-19 che erano stati spostati in una struttura di Amantea dopo l'arrivo, sabato scorso, a Roccella Ionica (Reggio Calabria). I 13 facevano parte di un gruppo di 70 Bengalesi che dopo lo sbarco sono stati suddivisi in varie località calabresi. Ventiquattro, tra i quali i 13 positivi, erano andati ad Amantea provocando la protesta di alcuni abitanti che domenica hanno bloccato la statale 18 minacciando di rifarlo se non fossero stati trasferiti. Gli altri migranti restano ad Amantea.

Continua ad essere rivolta "la massima attenzione per la tutela della sicurezza sanitaria dei cittadini in particolare in quelle regioni, come la Sicilia e la Calabria, che in questo momento sono più esposte agli sbarchi autonomi dei migranti", fa sapere il Viminale informando di aver "rafforzato i dispositivi di sorveglianza per quel che riguarda anche le strutture di accoglienza locali, prevedendo, ove necessario, il trasferimento dei migranti sottoposti a quarantena in ospedali militari in collaborazione con il ministero della Difesa". 

Intanto questa mattina riunione a Palazzo Chigi sui dossier Libia e migranti. A quanto si apprende, all'incontro hanno preso parte i ministri dell'Interno, Luciana Lamorgese, della Difesa, Lorenzo Guerini, e degli Esteri, Luigi Di Maio, nonchè il direttore dell'Aise, Giovanni Caravelli. Si sarebbe fatto il punto sulla presenza militare italiana legata al decreto missioni e in particolare su aspetti come lo sminamento, l'ospedale di Misurata e la presenza navale. Si sarebbe inoltre svolto un approfondimento sui temi dell'immigrazione, alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni.

E' stato pubblicato un nuovo avviso per la presentazione di manifestazioni di interesse per il noleggio di navi da adibire a strutture provvisorie per l'assistenza e la sorveglianza sanitaria di migranti soccorsi in mare o giunti sul territorio nazionale a seguito di sbarchi autonomi. Lo fa sapere il Viminale informando che "questa procedura di urgenza, che prevede la presentazione delle offerte entro le ore 24 del 16 luglio 2020, si è resa necessaria dopo che la precedente gara era andata deserta".

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