Non si fermano i femminicidi Quattro nuovi casi in poche ore

Dopo Mazara, uccise madre e figlia ancora in Sicilia e altre due donne in Alto Adige e a Genova. Trovato il corpo della donna scomparsa a dicembre in Sardegna

Dopo quello di Mazara del Vallo, nel Trapanese, dove un uomo ha massacrato di botte per tre giorni la moglie fino ad ucciderla, arrivano le notizie di altri quattro casi di femminicidio: due ancora in Sicilia, uno in Alto Adige e uno in Liguria. In tutti, i principali sospettati sono i compagni o i mariti delle vittime. 

In Sicilia, a Mussomeli, un uomo ha sparato alla donna, più grande di lui di vent'anni, con la quale aveva avuto una breve relazione perché non voleva rassegnarsi alla fine della storia, prima di uccidere anche la figlia di lei e suicidarsi. L'omicida è Michele Noto, 27 anni, che deteneva regolarmente la pistola con cui ha sparato grazie ad un porto d'armi sportivo; le due vittime sono Rosalia Mifsud, di 48 anni, e la figlia di lei Monica Di Liberto, di 27, avuta da un precedente matrimonio.

In Alto Adige gli inquirenti hanno fatto luce sul caso di Fatima Zeeshan, 28enne pakistana incinta all'ottavo mese, trovata morta ieri in un appartamento a Versciaco. Con lei, è morto anche il bimbo che portava in grembo. Dopo una notte in caserma, è stato disposto il fermo del marito, Mustafa Zeeshan, di dieci anni più grande di lei. E' stato lui a chiamare i soccorsi, ma solo molte ore dopo la morte della moglie. Giovedì mattina l'uomo non si era presentato al lavoro e i colleghi si erano preoccupati. Al telefono aveva raccontato che sua moglie era morta e alcuni colleghi si erano precipitati sul posto, dove nel frattempo era arrivata anche un'ambulanza. Ma Fatima era già morta da molte ore. Il medico necroscopo ha poi stabilito la morte violenta a seguito di percosse, soffocamento e probabili lesioni interne cerebrali.

A Genova, nel quartiere di Marassi, in via Furlani, una donna è stata uccisa con un coltello da un uomo che, secondo i primi riscontri, sarebbe l'ex marito. L'uomo ha poi tentato il suicidio. La donna si trovava in un appartamento in cui lavorava come colf. A trovarla morta, accanto a un uomo ferito, è stato il datore di lavoro. Sul posto sono poi intervenuti i medici del 118, che hanno trasferito l'uomo in codice rosso all'ospedale San Martino, e la polizia che lo ha messo in stato di fermo per omicidio.

Da segnalare, infine, anche il caso di Speranza Ponti, la 50enne originaria di Uri scomparsa da metà dicembre, il cui corpo è stato ritrovato dai carabinieri della compagnia di Alghero nell'area residenziale che comprende il Resort Vista Blu, una vasta zona di lussuose villette a schiera adeguate a esigenze ricettive a Monte Carru, l'area delle campagne di Carrabufas più vicina al centro abitato. Il mese scorso la donna, la cui disponibilità economica era aumentata di recente grazie a un'operazione immobiliare, era svanita nel nulla. I familiari, preoccupati per il prolungato silenzio, si erano rivolti ai carabinieri. L'indicazione del luogo del ritrovamento è arrivata dall'interrogatorio del fidanzato della donna, M. F., 53 anni, ora in stato di fermo nel carcere di Bancali, a Sassari. Sentito alla presenza del suo legale, Daniele Solians, Farci ha respinto ogni responsabilità.

Le parole del presidente della Cassazione Mammone e del pg Salvi

Il 'Codice rosso' - l'insieme di norme introdotte lo scorso luglio per dare maggiore tutela alle donne vittime della violenza di genere - ha messo in campo "nuove fattispecie di reato con l'obiettivo di incrementare la tutela dei soggetti deboli colpiti dagli atti violenti". Lo ha sottolineato il primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone nella sua relazione per la cerimonia d'apertura dell'anno giudiziario presso la Suprema Corte, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mammone ha poi rilevato che "l'intervento in favore delle vittime deve interessare non solo le strutture giudiziarie, ma anche quelle pubbliche (servizi sociali), private (associazioni di volontariato) e sanitarie, sulla base di un modello di intervento di cui dovrà necessariamente essere individuato un credibile soggetto di coordinamento".

Nel "contesto positivo" del calo degli omicidi con uomini come vittime - 297 nel 2019, dato inferiore alla media Ue - "è ancora più drammatico il fatto che permangono pressoché stabili, pur in diminuzione, i cosiddetti femminicidi. Le donne uccise sono state 131 nel 2017, 135 nel 2018 e 103 nel 2019. Aumenta di conseguenza il dato percentuale, rispetto agli omicidi di uomini, in maniera davvero impressionante". Lo ha rilevato il pg Giovanni Salvi nel suo intervento.

 

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